L’Ideale Bari ricorda Gabriele Sandri: “Il suo ricordo non deve essere mai scalfito”

Nell’anniversario della morte di Gabriele Sandri, il tifoso laziale ucciso domenica 11 novembre 2007, da un colpo di pistola esploso dall’arma di ordinanza dell’agente della Polizia Stradale Luigi Spaccarotella, condannato in via definitiva dalla Cassazione a 9 anni e 5 mesi di reclusione per omicidio volontario con dolo eventuale, un ricordo del giovane, allora ventiseienne, è stato pubblicato sulla pagina Facebook dell’Ideale Bari, squadra di calcio del capoluogo pugliese, oggi iscritta al campionato di Prima Categoria.

La pattuglia delle forze dell’ordine intervenne sul posto, nella stazione di servizio autostradale di Badia al Pino, in seguito ad una zuffa tra alcuni tifosi della Juve ed i sostenitori laziali. La vittima, inconsapevole dell’accaduto, al momento dello sparo dormiva nel sedile posteriore dell’auto che avrebbe dovuto portare lui ed i suoi amici a Milano per vedere la partita tra i capitolini e l’Inter, in programma quel pomeriggio.

Questo il testo del messaggio postato sui social dalla società, che oggi fa riferimento ad un gruppo di tifosi all’epoca dei fatti sostenitori del Bari: “Ricordo quel giorno come se fosse ieri. Era sabato ed eravamo in trasferta a La Spezia, per seguire i biancorossi nell’ennesimo campionato anonimo di B. Del resto, la categoria non era mai stata un problema o una priorità, i risultati calcistici ancor meno, ma già la morte di Raciti, avvenuta nel febbraio dello stesso anno, aveva inasprito regole e leggi (divieto di ingresso di tamburi e bandiere, ad esempio). E dunque “accontentarsi” di viaggiare per sostenere i colori della città era già abbastanza per noi. Ricordo che partimmo in pullman da Bari e fummo accolti bene dagli ultras della Curva Ferrovia e, dopo uno scialbo uno a uno, facemmo ritorno in città, solo a tarda notte. Mi alzai tardi quel maledetto undici novembre e appresi dal Televideo ciò che era accaduto. Tra l’indignazione di alcuni giornalai (perché così vanno definiti) e di alcuni calciatori, mi resi conto che solo 24 ore prima eravamo passati da Badia al Pino, e che al posto di Gabriele ci potevo essere io o uno dei miei fratelli. Mi è passata la vita davanti, ho avuto strani pensieri, e infine, a mente fredda, ho realizzato che siamo tutti Gabriele Sandri, come Stefano Cucchi e Federico Aldrovandi, e che per questo è importante il ricordo, che non può e non deve mai essere scalfito. Non so dove vanno le persone quando lasciano questa terra, ma so dove rimangono. 𝟏𝟎/𝟏𝟏/𝟐𝟎𝟎𝟕: 𝐒𝐈𝐀𝐌𝐎 𝐓𝐔𝐓𝐓𝐈 𝐆𝐀𝐁𝐑𝐈𝐄𝐋𝐄 𝐒𝐀𝐍𝐃𝐑𝐈!”

Promo