Sanità: dal Giovanni Paolo II di Bari parte la sfida ai linfomi

Cercare terapie alternative per quei malati di linfoma diffuso a grandi cellule, “uno dei tumori più frequenti e aggressivi del sangue”, che non rispondono alla terapia. Malati che sono “il 60% del totale” per cui la ricerca di cure diventa una vera e propria “necessità”. A spiegarlo alla ‘Dire’ è Maria Carmela Vegliante, ricercatrice sanitaria all’istituto tumori Giovanni Paolo II di Bari.

Vegliante è tra le premiate della quinta edizione dei bandi ‘Fondazione Roche per la ricerca indipendente’ la cui cerimonia ufficiale si è svolta stamane in fondazione Feltrinelli a Milano.

“Il progetto- illustra- ha l’obiettivo di studiare il ruolo del recettore nucleare Lxr in una particolare popolazione immunitaria del microambiente” nota come “macrofagi, che a seconda di stimoli esterni possono agire da alleati o nemici del tumore. Abbiamo già osservato- aggiunge- che questo recettore è associato a quei macrofagi che hanno attività antitumorale”. Perciò “vogliamo capire se, modulando l’espressione in modelli organoidi che derivano direttamente dai pazienti, riusciamo a cambiare la funzione proprio in quei macrofagi che invece hanno attività protumorale, attivando eventualmente la risposta immunitaria contro il tumore stesso”.

Promo