Bari: offerta risarcimento vittime da oncologo imputato per concussione e truffa

Offerta risarcitoria in favore delle 17 persone riconosciute dalla procura di Bari come parti offese: la disponibilità è stata comunicata oggi dal medico oncologo barese Giuseppe Rizzi imputato con le accuse di concussione e truffa aggravata ai danni di diversi pazienti, davanti al gup del tribunale di del capoluogo pugliese, di fronte al quale è stata incardinata l’udienza preliminare scaturita dalle indagini, sfociate alla fine dello scorso mese di maggio nell’esecuzione dell’ordinanza di custodia cautelare.Il medico, ai domiciliari, è imputato assieme alla compagna avvocato, rimasta a piede libero. La disponibilità al risarcimento è stata ufficializzata dall’avvocato dell’imputato, il penalista Gaetano Sassanelli del foro di Bari che ha chiesto al gup Francesco Agnino un rinvio al fine di quantificare la somma. Il gup ha disposto il rinvio al 6 aprile.Le indagini partirono dalla denuncia dei familiari di un paziente di Foggia deceduto nel 2019, rappresentati in giudizio dall’avvocato Pio Gaudiano. Secondo la Procura di Bari, “il medico abusando della qualità e dei poteri di pubblico ufficiale, dirigente medico presso il Dipartimento di oncologia dell’Istituto Tumori ‘Giovanni Paolo II’ di Bari” da cui è stato licenziato lo scorso primo marzo, “durante lo svolgimento della sua attività professionale sia in orario di servizio che fuori turno e, comunque, non in regime di attività intra od extramoenia, eseguiva su pazienti oncologici, affetti da accertata e grave patologia, e in trattamento presso il citato Istituto, prestazioni mediche e in particolare iniezioni di un farmaco, la cui somministrazione era a titolo gratuito in quanto a totale carico del sistema sanitario nazionale”. Il medico avrebbe “costretto i pazienti al pagamento in suo favore di somme di denaro nonché di altre utilità sia presso la struttura ospedaliera, sia presso il patronato Caf in uso alla compagna, adibito ad ambulatorio medico”.L’8 ottobre scorso è stato eseguito nei confronti del medico un decreto di sequestro di beni, del valore complessivo di 3 milioni di euro. Sotto sequestro una villa a Bari Palese, terreni a Bitonto (Bari), saldi attivi di rapporti bancari, la somma di circa 1,9 milioni di euro rivenuta nell’abitazione dell’oncologo e i numerosi reperti archeologici.

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