L’UNICEF e le “Vite a Colori”

In occasione della Giornata mondiale per i Diritti dell’Infanzia, ho vissuto un’esperienza unica ed emozionante che mi ha portata a Roma, nella sede ufficiale dell’Unicef, in qualità di rappresentante del report “Vite a Colori”.

Il report è il frutto di una ricerca che racconta esperienze, percezioni ed opinioni di un gruppo di adolescenti sul primo anno di pandemia di Covid-19 in Italia, cercando di comprendere i loro vissuti e punti di vista, attraverso le loro parole.

La ricerca in Italia fa parte di uno studio internazionale basato su focus group, interviste singole e contributi asincroni aggiuntivi, e che utilizza attività creative per coinvolgere i partecipanti.

Fortuna ha voluto che sia stata estratta per partecipare al convegno nazionale nel mese di novembre.

Ho parlato alla presenza del presidente dell’Unicef, dell’ambasciatrice inglese ed della ministra delle Pari Opportunità, Elena Bonetti.

Ad esporre le nostre idee ed opinioni sono stati cinque ragazzi, di cui tre maggiorenni e due minorenni che hanno spiegato cosa fosse “Vite a Colori” mentre noi, altre quattro ragazze, ci siamo occupate di evidenziare le Raccomandazioni elaborate dall’ Unicef:

  • salute mentale e accesso all’informazione,
  • didattica e istruzione,
  • discriminazioni, razzismo, omofobia e transfobia,
  • MSNA ed ex-MSNA e inclusione sociale,
  • partecipazione e ascolto,
  • sfide future

 

Avere avuto la possibilità di essere stata ascoltata da esponenti così influenti sulla scena internazionale, è stato un onore e mi sono sentita portavoce di tutti noi giovani, a cui stanno a cuore le tematiche del razzismo di genere e il rispetto del pianeta in cui viviamo.

Giulia D’Ambrosio, 3^B scuola secondaria I grado, I.C. “Mazzini – Modugno” Bari

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