Suicidio assistito. Una ragione per vivere una ragione per morire. Prima autorizzazione in Italia

Per la prima volta in Italia è stato autorizzato il suicidio assistito di un paziente marchigiano tetraplegico immobilizzato da 10 anni.

Il comitato etico dell’ASL delle Marche ha concesso il suicidio assistito.

Per l’Italia si tratta di una svolta storica: per la prima volta è stata applicata l’importante sentenza della Corte Costituzionale 242 del 2019 legata al caso di Dj Fabo, alias di Fabiano Antoniani, che il 27 ottobre 2017 scelse di morire con il suicidio assistito in una clinica svizzera con l’aiuto di Marco Cappato, autodenunciatosi il giorno dopo. La corte d’Assise di Milano lo assolse “perché il fatto non sussiste”.

Nella vicenda odierna, la richiesta era stata già avanzata ad Agosto 2020 ma più volte respinta dall’ASL marchigiana fino alla presentazione di un’istanza al Tribunale di Ancona che, dopo diversi tentennamenti, ha ordinato all’azienda sanitaria delle Marche di verificare la presenza di determinate condizioni indicate dalla Corte Costituzionale: che il paziente sia “tenuto in vita da trattamenti di sostegno vitale, affetto da una patologia irreversibile, fonte di sofferenze fisiche o psicologiche che egli reputa intollerabili” e che sia “pienamente capace di prendere decisioni libere e consapevoli”. Tutte condizioni che, per la Corte Costituzionale, rendono il suicidio assistito “non punibile”.

C’è differenza, va ricordato, dall’eutanasia in quanto quest’ultima è avviata da un medico con la somministrazione del farmaco (eutanasia attiva) o avviene tramite sospensione delle cure (eutanasia passiva).

Oggi il 43enne, come Dj Fabo, ha ricevuto ascolto per la sua ultima volontà e dichiara: “Mi sento più leggero, mi sono svuotato di tutta la tensione accumulata in questi anni”

Anche l’Associazione Coscioni si è battuta affinché nel rispetto delle condizioni indicate dalla Consulta, il suicidio assistito, a cominciare dal caso di Mario, possa essere finalmente applicato.

“Mario” potrà morire, una ragione per morire.

Franco Marella

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