Il femminicidio

In classe, in questi giorni, abbiamo affrontato il tema del femminicidio.

Negli ultimi tempi sui giornali si legge sempre più frequentemente di casi di questo genere, che possono essere causati dalla volontà degli uomini di esercitare la loro violenza sulle donne per assoggettarle al loro volere, fino ad arrivare addirittura alla schiavitú e alla morte.

Negli ultimi tempi i numeri riguardanti i casi di femminicidio sono purtroppo aumentati, sino ad arrivare al numero pubblicato in questi giorni sui quotidiani: 89 vittime al giorno.

Il dato potrebbe sembrare basso rispetto alla totalità della popolazione mondiale, ma in realtà è drammatico per la nostra società che perde madri, sorelle, amiche nonne, zie, e innanzitutto persone.

Per questo il nostro premier, Mario Draghi, ha detto che “La tutela delle donne è una priorità assoluta per il governo che intende affrontare l’odioso problema della violenza di genere in tutti i suoi aspetti”.

Vorrei che queste parole facessero riflettere tutti gli italiani sulla considerazione che ogni persona nella sua diversità è speciale. Lo afferma la nostra stessa Costituzione, nell’art. 3: “Tutti i cittadini hanno pari dignità sociale davanti alla legge senza distinzioni di sesso, di razza, di lingua, di religione di opinioni politiche, di condizioni personali o sociali”.

Penso che gli uomini che compiono i femminicidi dovrebbero comprendere che le donne non sono oggetti, né esseri inferiori, ma persone uguali a loro. Forse la giustizia dovrebbe intervenire con pene più severe per chi commette questi abusi, affinché si possano salvare sempre più donne. Certamente però, penso anche che se tutti, nella scuola, riflettessero su questi temi, forse non ci sarebbero più tante ingiustizie, tante morti e tanta sofferenza.

 

Alberto Giordano – Classe 1^D I.C. “Mazzini-Modugno”, Bari

Promo