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La donna oggetto dell’uomo

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Per molto tempo e in molte culture, la donna è ed è stata considerata inferiore rispetto all’uomo. Questo fattore influisce sulla grave situazione a cui la maggior parte delle donne è sottoposta, ossia la violenza fisica e verbale cui consegue spesso il femminicidio. Le donne sono sfruttate e usate diventando l’oggetto di cui l’uomo è più geloso e al quale non consente di stare in mani che non siano le sue: per me tra donna e uomo l’unica differenza è l’aspetto fisico ma, come in tutto nella vita, lo stereotipo trae in inganno determinando una discriminazione gravissima.

I diritti lavorativi e l’accesso alla vita politica si sono evoluti, ma nel 2021 dovrebbe essere, già da tempo, stata abolita qualsiasi forma di discriminazione. Invece, non è stato ancora garantito alle donne il diritto più importante: quello ad una vita dignitosa. Considerando che l’Italia è uno tra i paesi più evoluti nel mondo, i dati di vittime giornaliere italiane diffusi in questi giorni sono impressionanti e inaccettabili. Il nostro obiettivo dunque è quello di ristabilire una parità di genere stabile e che consenta la libertà a tutti indipendentemente dal proprio sesso. L’uomo è anche masochista, perché si priva di colei che, sin dalle origini, sarebbe dovuta essere la sua compagna di vita per sempre. Le donne sono procreatrici e senza le di loro l’umanità non potrebbe vivere.

Sembra che molti uomini si sentano dei giganti che calpestano le formiche e distruggono prima tutto quello che le donne hanno a cuore per arrivare a distruggerle, poi, moralmente e fisicamente. Penso che, certe volte, gli uomini che pretendono di dire alle donne che dicono di amare come si devono comportare o come devono vivere, dovrebbero prendere ad esempio la natura. Penso che, come avviene ai pinguini, oppure ai cavallucci marini, gli animali siano più evoluti dell’uomo. Infatti questi animali si occupano di agevolare la gravidanza e, nel caso dei cavallucci marini, persino il parto delle loro compagne.

In classe abbiamo trattato l’argomento della violenza sulle donne e, discutendo su alcuni filmati che abbiamo visto insieme, abbiamo riflettuto sul fatto che alcuni uomini non spaventano subito la compagna che dicono di amare. Prima la riempiono di complimenti e di attenzioni, poi cominciano a criticarla e poi la denigrano, finendo per ridurle l’autostima in poltiglia. Questa si chiama violenza verbale e psicologica, che sfrutta la vulnerabilità di una donna, lusingata dalle belle parole dell’uomo, per poi accartocciarne l’autostima (come se la donna fosse un oggetto da usare e poi buttare via).

Spero che le donne comincino a credere di più in se stesse, a lottare con sempre più convinzione per i propri diritti. Penso a situazioni disumane come quelle che accadono  in  Afghanistan, dove  è messa tutti i giorni in serio pericolo la vita di donne e bambine costrette a vivere rinchiuse e private della libertà di studiare, di scegliere il proprio lavoro, il compagno e il proprio stile di vita. Vorrei che le donne non dovessero temere di essere licenziate o discriminate durante la gravidanza, come avviene ancora oggi soprattutto nelle aziende private. Una delle prime grandi battaglie femminili, dalla fine del XIX secolo in poi, fu quella del diritto di voto, che secondo me è importantissimo perché permette di scegliere i propri rappresentanti che poi faranno le leggi e governeranno. È importante eleggere donne coraggiose e preparate che possano portare in Parlamento le proposte per migliorare la condizione femminile. Per quanto mi riguarda, penso che farò di tutto per difendere i diritti di tutti gli esseri umani, perché sono convinta che debbano essere garantiti i diritti di tutte le persone.

Spero che le donne non perdano la speranza e la voglia di denunciare le violenze subite in una realtà che a volte è molto ingiusta. Ed è importante, come stiamo facendo noi, che questi temi siano affrontati a scuola, perché fin da piccoli si possa prendere coscienza dell’importanza del rispetto che deve esserci tra le persone.

Sveva Sinibaldi, classe 1D I.C. “Mazzini – Modugno”, Bari

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