Scarpe rosse

Vorrei partire dalla scarpa rossa, simbolo di eleganza e femminilità, ma soprattutto simbolo del 25 novembre, giornata dedicata alla lotta contro il femminicidio e la violenza sulle donne. È stata inventata nel 2012 dall’artista messicana Elina Chauvet per ricordare quanto male viene fatto ogni giorno, in qualsiasi angolo del mondo, contro quello che è considerato il sesso debole.

Questo evento si svolge per ricordare tre grandi donne coraggiose: le sorelle Mirabal, uccise e stuprate dal dittatore Trujillo perché volevano combattere le atrocità da lui commesse.

Il 17 dicembre del 1999 l’ONU ha deciso di proclamare il 25 novembre Giornata internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne.

Da allora, nonostante questa celebrazione accenda i riflettori su vicende molto dolorose, che coinvolgono donne, e quindi famiglie, di tutto il mondo, ogni giorno vengono uccise molte donne. Secondo i dati ISTAT, in Italia il 31,5% delle donne ha subito nel corso della propria vita una forma di violenza fisica o sessuale. Eppure le donne sono un pilastro fondamentale dell’umanità!

Le donne vengono sfruttate, manipolate, umiliate, maltrattate e aggredite fisicamente e verbalmente dagli uomini, a causa della loro gelosia, della loro debolezza e insicurezza. Molte volte si tratta di motivi banali.

Infatti, in un cortometraggio su questo argomento che abbiamo visto in classe, la donna protagonista veniva aggredita verbalmente da suo marito e ad ogni insulto sul volto della donna compariva una ferita o un livido: tanto più grande, quanto più profonda era l’offesa. Queste immagini ci hanno fatto capire che anche la violenza psicologica è un grave problema, non solo quella fisica!

Abbiamo discusso molto in classe sul fatto che gli uomini credono di avere il permesso di trattarci come degli oggetti, credono di poterci possedere e di decidere chi dobbiamo essere e come dobbiamo essere. Invece io penso che noi siamo molto più di un oggetto senza anima: siamo donne intelligenti, speciali, che possono anche cambiare il mondo!

In alcuni paesi del mondo, le donne non possono studiare, perché ritenute inferiori agli uomini, o sono costrette a matrimoni combinati tra famiglie, perché non hanno voce in capitolo. Questa cosa è inaccettabile e disumana!

Così come ritengo inaccettabile che in molti casi le donne vengano uccise o violentate dai loro stessi mariti (magari dopo che, durante la cerimonia di nozze si sono giurati amore eterno, fedeltà e rispetto!).

Ritengo la violenza contro le donne una violazione dei diritti umani.

Dobbiamo cominciare a far qualcosa: ad esempio, la scuola dovrebbe educare i bambini, fin dall’infanzia, a rispettare le donne per lo sviluppo delle pari opportunità: se oggi festeggiamo questo giorno significa che la violenza di genere è ancora una realtà da combattere.

Dobbiamo impegnarci davvero per risolvere questo grande problema che mi addolora molto e mi auguro che, a partire dalla mia generazione, tutto questo presto potrà essere solo un brutto ricordo.

 

 Asia Tomasicchio 1^D I.C. “Mazzini-Modugno”, Bari

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