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Clima, Bari tra le 14 aree italiane più colpite da impatti estremi

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Bari, con 41 eventi climatici estremi rappresentati, principalmente da allagamenti da piogge intense (20) e danni da trombe d’aria (18), tra le città italiane che di più hanno subito le conseguenze dei cambiamenti climatici. È quanto emerge dal rapporto annuale dell’osservatorio CittàClima di Legambiente – realizzato con il contributo del Gruppo Unipol e con la collaborazione scientifica di Enel Foundation. Dal 2010 al primo novembre scorso, in Italia sono stati 1.118 gli eventi estremi registrati sulla mappa del rischio climatico, 133 nell’ultimo anno, segnando un +17,2% rispetto alla passata edizione del rapporto.

Le aree del Paese più colpite dagli impatti climatici sono 14: da Roma alla costa est siciliana, da Genova alla costa meridionale sarda, da Bari a Milano, Ancona, Napoli, Palermo. Gli impatti più rilevanti si sono registrati in 602 comuni italiani, 95 in più rispetto allo scorso anno (quasi +18%). Nello specifico si sono verificati 486 casi di allagamenti da piogge intense, 406 casi di stop alle infrastrutture da piogge intense con 83 giorni di stop a metropolitane e treni urbani, 308 eventi con danni causati da trombe d’aria, 134 gli eventi causati da esondazioni fluviali, 48 casi di danni provocati da prolungati periodi di siccità e temperature estreme, 41 casi di frane causate da piogge intense e 18 casi di danni al patrimonio storico.

Sono state 261 vittime, 9 solo nei primi dieci mesi del 2021. “I dati dello scenario pugliese preoccupano non poco: Bari è fra le aree urbane con il più alto incremento di temperatura – dichiara Ruggero Ronzulli presidente di Legambiente Puglia – e mappa del rischio climatico mostra un incremento notevole di eventi climatici estremi nella nostra regione. È indispensabile un programma nazionale per le aree più a rischio, che preveda risorse per finanziare piani urbani di adattamento e per gli interventi prioritari di prevenzione. Qualche timido segnale positivo c’è: il comune di BARI ha inserito regole specifiche per il risparmio idrico. Ci auguriamo – conclude Ronzulli – che la presa di coscienza sui cambiamenti climatici che sempre più sta influenzando la politica, porti al più presto a risultati concreti”.

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