Assegno unico: vantaggi o svantaggi? Da marzo 2022 buste paga ridotte?

Il 18 novembre il Consiglio dei Ministri ha approvato lo schema di decreto che attua la legge 1° aprile 2021, n. 46, con cui è stata conferita la delega al Governo di adottare, nel termine di 12 mesi, uno o più decreti per riordinare le misure previste in favore delle famiglie con figli, attraverso l’istituzione dell’assegno unico.

Grazie all’assegno unico le famiglie saranno in grado di districarsi con molta più facilità nella legislazione prevista in loro favore perché questa misura andrà a sostituire diverse misure finora in vigore come: l’assegno per i nuclei familiari con almeno tre figli minori; il premio alla nascita;

Le detrazioni fiscali previste dall’articolo 12, commi 1, lettera c) e 1-bis del testo unico delle imposte sui redditi di cui al DPR n. 917/1986; l’assegno per il nucleo familiare previsto dall’articolo 2 del decreto-legge n. 69 del 1988, convertito, con modificazioni dalla legge n. 153 del 1988; gli assegni familiari previsti dal testo unico DPR n. 797 del 1955; l’assegno di natalità.

Queste misure saranno sostituite infatti dall’assegno unico per i figli, per il quale le famiglie in possesso dei requisiti personali e reddituali richiesti potranno fare domanda a partire dal primo gennaio 2022, anche se per l’erogazione concreta degli importi si dovrà attendere il mese di marzo 2022.

Come cambiano le buste paga dei lavoratori? Come abbiamo visto, l’introduzione dell’assegno unico ha il pregio di rappresentare una misura unica di aiuto per le famiglie al posto delle frammentarie e molteplici misure applicate finora. Questo comporterà, tra i vari effetti, anche la modifica delle voci delle buste paga dei dipendenti.

Da marzo 2022, momento da cui inizierà a decorrere l’assegno unico e universale i datori di lavoro non dovranno più indicare nelle buste paga le detrazioni per i figli (con conseguente prelievo per intero dell’IRPEF) e non dovranno più erogare l’assegno per il nucleo familiare.

Attenzione, quanto non indicato in busta paga non verrà “perso” da parte del lavoratore. Costui infatti riceverà l’importo spettante, che prima percepiva o comunque scontava e titolo di detrazioni per i figli, direttamente sul conto corrente a partire dal mese successivo rispetto a quello in cui ha inoltrato la sua domanda all’INPS.

A cambiare naturalmente saranno anche i parametri in base ai quali l’assegno unico verrà erogato.

Poiché l’assegno verrà calibrato in base all’ISEE, assumeranno importanza indicatori che finora non venivano presi in considerazione. Prima di tutto gli assegni per il nucleo familiare non verranno più riconosciuti al genitore lavoratore con il reddito più basso, in secondo luogo ai fini del calcolo dell’assegno unico assumeranno importanza sia i beni immobili dei genitori, che quelli mobiliari, compresi i conti correnti.

Molti si domandano se il passaggio dalle diverse misure in favore dei figli al nuovo assegno unico e universale sarà vantaggioso per le famiglie oppure no.

 Non è detto infatti che dal punto di vista matematico l’importo che verrà riconosciuto coinciderà con il vantaggio di cui le famiglie prima beneficiavano con misure diversificate. In generale si può affermare che la misura è stata messa a punto per avvantaggiare coloro che hanno un ISEE basso, mentre poco o nulla cambierà per le famiglie con un ISEE fino a 25.000 euro. Per loro infatti è previsto che nel periodo di transizione triennale della misura i vantaggi dell’assegno unico si equivarranno con quelli previsti con aiuti diversi attraverso il riconoscimento di una maggiorazione nel caso in cui l’assegno unico dovesse risultare inferiore ai benefit attuali rappresentati da detrazioni e ANF ossia l’assegno per il nucleo familiare.

Speriamo di non trovarci a fare i conti «“Con una mano ti do, con l’altra ti tolgo” »

Franco Marella

Promo