BIG DOLLARS

Della nuova variante Omicron si sa ancora poco o nulla. Ma, apparentemente, quanto basta per iniziare a seminare l’ormai consueto terrore mediatico prima di una qualche festività. Non solo: pare che Moderna, le cui azioni in borsa sono decollate negli ultimi giorni (si parla di un incremento di 50 miliardi di dollari a vantaggio delle case produttrici dei sieri), abbia già messo a punto un vaccino “efficace” contro questa nuova variante. Contraddicendo ogni teorema esistente sugli sviluppi e sulle certificazioni necessarie per un vaccino, che vuole test e modifiche che durino anni.

Nonostante titoli sensazionalistici, il Natale non sembra quindi essere stato salvato. La variante proveniente dal Sudafrica avrebbe infatti trasmesso preoccupazione riguardo a una sua capacità di alimentare nuove epidemie, portando diversi Stati a mettere in atto ulteriori restrizioni e contromisure. Italia compresa. E questo nonostante le rassicurazioni di Angelique Coetzee, vertice dell’African Medical Association. “La variante Omicron causa sintomi lievi”, aveva detto Coetzee a Stutnik.

Tornando alle borse, a festeggiare -come già scritto- sono state le case farmaceutiche e i trader al ribasso, che si sono viste per l’ennesima volta girare il simbolo dei dollari negli occhi. Secondo quanto riportato da La Verità, i titoli legati a Moderna hanno guadagnato il 20% a Wall Street, aumentando il valore di 23 miliardi. Seguono BionTech e Pfizer con un rialzo, rispettivamente, di 10 e 17 miliardi di dollari. E questo, in una sola giornata. Quella di ieri.

E i guadagni stratosferici non sembrano finire qui. Nonostante di Omicron si sappia ancora poco, le case farmaceutiche hanno fiutato l’opportunità di continuare a fare jackpot. Pfizer ha annunciato che rilascerà una «versione aggiornata del vaccino anti-Covid» nell’arco di 100 giorni, nel caso in cui Omicron dovesse bucare il vaccino. Anche Moderna non vuole perdere strada, e annuncia «una nuova versione», corretta e rivista, del proprio vaccino, che dovrebbe essere pronto agli inizi del 2022. Fra appena 30 giorni.

Ma indovinate, a quanto pare nemmeno questo vaccino potrebbe bastare. Secondo quanto riporta l’emittente televisiva Byoblu, il fallimento è già annunciato prima della sua uscita: e quindi sarà necessario integrare con la nuova pillola anti-Covid, sempre di Pfizer, uscita per fare concorrenza a quella lanciata da Merck. “Il successo contro il Covid probabilmente richiederà sia vaccini che trattamenti”, aveva anticipato su Twitter l’Amministratore delegato di Pfizer Albert Bourla agli inizi di settembre.

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