Via libera al contributo a fondo perduto perequativo: istanze fino al 28 dicembre

Via libera al contributo a fondo perduto perequativo: istanze fino al 28 dicembre

Ma cos’è il Il contributo a fondo perduto perequativo? E’ quella misura a sostegno dei titolari di un’attività economica che abbiamo subito un peggioramento del risultato economico del loro esercizio commerciale nel periodo compreso tra il 31 dicembre 2019 e il 31 dicembre 2020.

Quindi, finalmente, si apre il canale per la presentazione delle istanze. Infatti, con provvedimento del 29 novembre 2021, l’Agenzia delle Entrate mette l’ultimo tassello per permettere la fruizione del contributo, approvando il modello di istanza e definendo le modalità operative e la tempistica di presentazione della domanda per il riconoscimento del beneficio. L’istanza può essere inviata dal 29 novembre al 28 dicembre 2021, direttamente o tramite intermediari, sia utilizzando Entratel o Fisconline sia il servizio web del portale Fatture e corrispettivi.

Dopo mesi di attesa, finalmente è arrivato il momento in cui i soggetti che hanno i requisiti di legge potranno incassare il contributo a fondo perduto perequativo previsto dal decreto Sostegni bis (art. 1, commi da 16 a 27, D.L. n. 73/2021).

Infatti, dopo il  provvedimento dell’Agenzia delle Entrate del 4 Settembre 2021 che ha definito i campi delle dichiarazioni dei redditi dei periodi d’imposta 2019 e 2020 necessari a determinare gli importi dei risultati economici d’esercizio, dopo il decreto MEF 12 novembre 2021 con cui sono state definite le modalità di determinazione del contributo, arriva l’ultimo tassello: il provvedimento dell’Agenzia delle Entrate con cui viene approvato il modello di istanza e, soprattutto, si apre il canale per la trasmissione.

Volendo sintetizzare al massimo, ci sarà tempo dal 29 novembre al 28 dicembre 2021 per inviare l’istanza, così da poter ricevere, entro il minor tempo possibile l’importo spettante, così come calcolato applicando le regole del decreto sopra menzionato.

Nell’istanza vanno indicati, oltre ai consueti dati anagrafici: il settore di attività; il non essere un soggetto escluso (soggetto con partita IVA cessata, ente pubblico, intermediario finanziario, ecc.); la scelta, irrevocabile, se utilizzare l’importo del contributo come credito d’imposta ovvero ottenere il versamento diretto della somma;  l’IBAN del conto corrente intestato al soggetto richiedente il contributo.

Inoltre, occorre riportare alcune informazioni utili al calcolo del contributo tra cui: l’indicazione se i ricavi o compensi del secondo periodo di imposta antecedente a quello di entrata in vigore del decreto Sostegni bis sono inferiori o uguali a 100.000 euro, superiori a 100.000 euro e fino a 400.000 euro, superiori a 400.000 euro e fino a 1 milione di euro, superiori a 1 milione di euro e fino a 5 milioni di euro, superiori a 5 milioni di euro e fino a 10 milioni di euro; tale informazione, come si dirà meglio in seguito, è utile per determinare la fascia percentuale di fruizione del contributo, come definita dal D.M. 12 novembre 2021;  il risultato economico di esercizio relativo al periodo di imposta in corso al 31 dicembre 2019;  il risultato economico di esercizio relativo al periodo di imposta in corso al 31 dicembre 2020.

Si ricorda, infatti, che l’aiuto spetta a condizione che vi sia un peggioramento del risultato economico d’esercizio relativo al periodo d’imposta in corso al 31 dicembre 2020, rispetto a quello relativo al periodo d’imposta in corso al 31 dicembre 2019, in misura pari o superiore alla percentuale che è definita con il decreto del Ministro dell’economia e delle finanze.

Franco Marella

 

Promo