«Quella casa era fondata sulla roccia», il caffè spirituale di mons. Savino

CAFFÈ SPIRITUALE
GIOVEDÌ, 02 DICEMBRE 2021
GIOVEDÌ DELLA I SETTIMANA
DI AVVENTO
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«Tu sei vicino, o Signore, e tutte le tue vie sono verità;
fin dal principio, dalle tue testimonianze
ho conosciuto che in eterno tu sei.» (Cf. Sal 118,151-152)

✠ Nel nome del Padre e del Figlio e dello Spirito Santo. Amen.

VANGELO
Chi fa la volontà del Padre mio, entrerà nel regno dei cieli.
✠ Dal Vangelo secondo Matteo
(Mt 7,21.24-27).
In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli:
«Non chiunque mi dice: “Signore, Signore”, entrerà nel regno dei cieli, ma colui che fa la volontà del Padre mio che è nei cieli.
Perciò chiunque ascolta queste mie parole e le mette in pratica, sarà simile a un uomo saggio, che ha costruito la sua casa sulla roccia. Cadde la pioggia, strariparono i fiumi, soffiarono i venti e si abbatterono su quella casa, ma essa non cadde, perché era fondata sulla roccia.
Chiunque ascolta queste mie parole e non le mette in pratica, sarà simile a un uomo stolto, che ha costruito la sua casa sulla sabbia. Cadde la pioggia, strariparono i fiumi, soffiarono i venti e si abbatterono su quella casa, ed essa cadde e la sua rovina fu grande».

MEDITAZIONE
San Claudio La Colombière (1641-1682)
gesuita
Diario spirituale

Aggrapparsi all’Eterno, nostra roccia

Pensando all’eternità di Dio, me la sono immaginata come una roccia immobile sulla riva di un fiume, dalla quale il Signore vede passare tutte le creature senza muoversi e senza mai passare lui stesso. Tutti gli uomini che si aggrappano alle cose create mi sembravano come quelli che, trasportati dalla corrente dell’acqua, si aggrappano a una tavola, a un tronco d’albero o a grumi di schiuma che prendono per qualcosa di solido. Tutto questo viene portato via dal torrente; gli amici muoiono, la salute si consuma, la vita passa, si arriva all’eternità portati su questi supporti temporanei come su un grande mare, dove non si può fare a meno di entrare e perdersi.
Ti rendi conto di quanto sei stato imprudente a non aggrapparti alla roccia, all’Eterno, al Signore; vorresti tornare, ma le onde ti hanno portato troppo lontano, non puoi tornare, devi necessariamente perire con le cose che periscono. Ma un uomo che si aggrappa a Dio vede senza paura il pericolo e la perdita di tutti gli altri; qualunque cosa accada, qualunque rivoluzione avvenga, è sempre sulla sua roccia; Dio non può sfuggirgli; ha abbracciato solo lui, è sempre preso da lui; le avversità gli danno solo motivo di gioire della buona scelta che ha fatto. Egli possiede sempre il suo Dio; la morte dei suoi amici, dei suoi genitori, di coloro che lo stimano e lo favoriscono, la distanza, il cambiamento di lavoro o di luogo, l’età, la malattia, la morte non gli tolgono nulla del suo Dio. Egli è sempre ugualmente contento, dicendo nella pace e nella gioia della sua anima: “Il mio bene è stare vicino a Dio: nel Signore Dio ho posto il mio rifugio” (Sal 73,28).

PADRE NOSTRO…

ORAZIONE
Risveglia la tua potenza, o Signore,
e con grande forza vieni in nostro soccorso,
perché la tua grazia vinca le resistenze dei nostri peccati
e affretti il momento della salvezza. Per il nostro Signore Gesù Cristo, tuo Figlio, che è Dio,
e vive e regna con te, nell’unità dello Spirito Santo,
per tutti i secoli dei secoli. Amen.

✠ Il Signore ci benedica, ci preservi da ogni male e ci conduca alla vita eterna. Amen.

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«Cercate il Signore, mentre si fa trovare;
invocatelo, mentre è vicino.»
(Is 55,6)
In Cristo Gesù, nostra Speranza, Via, Verità e Vita, sia benedetta questa giornata.
+ don Francesco

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