Carmela Minuto, già senatrice molfettese commenta ed esamina la sua vicenda politica

La già senatrice molfettese Carmela Minuto commenta la sua vicenda al senato e scrive:

“+++ POST LUNGO, MA NECESSARIO

È cronaca di questi giorni la sostituzione del mio seggio in Senato. Ho preso un po’ di tempo per riflettere su quanto accaduto e, a mente serena, ho analizzato attentamente quanto segue.
Ho partecipato con lealtà in questi anni alla vita delle Istituzioni del mio Paese. Il mio è un percorso di una militante che ha fatto politica nel suo territorio. Ho fatto gavetta arrivando al Senato dove ho lavorato con disponibilità umana e soprattutto con tanta umiltà.
Sulla votazione, posso dire con orgoglio di aver spaccato il Senato in due, per dovere di cronaca per un solo voto non è andato in porto il mantenimento del mio seggio. Questa è pura verità e a chi continua a fare dietrologie, soprattutto ai “leoni da tastiera” rivolgo l’invito a smentire coi numeri.
Lascio il Senato a meno di un anno dalla fine della legislatura, e con alle spalle 4 anni di attività parlamentare intensa: a parlare sono gli emendamenti realizzati nel corso dell’attività, il lavoro fatto nelle varie commissioni e le prime firme su numerosi provvedimenti. Tutto è consultabile in modo trasparente sul sito del Senato.
Giovedì scorso il Senato l’ho diviso in due: questo è stato! Ironia della sorte ho saputo che durante la votazione si è oscurato il sito webTv del Senato nel momento in cui si seguivano in diretta le votazioni; come ho saputo che c’era chi, nel partito, impartiva ordini di votarmi contro facendo ritirare le firme a chi liberamente e democraticamente aveva sottoscritto il mio emendamento. Io ho ragione. La legalità sancita da giudici e pareri di costituzionalisti è stata sostituita da beceri accordi che di politica non hanno nulla e che sono un’esclusiva dei politicanti.
Le stesse ragioni per le quali alcuni chiedevano che io andassi via dal Senato sono quelle che le medesime persone hanno fatto valere affinché altri entrassero. È una contraddizione insopportabile che non può essere spiegata con qualche fumosa teoria istituzionale e che probabilmente spinge ad una riflessione: la verifica dei poteri non può essere lasciata ostaggio di accordi politici piccoli o grandi che siano. Urge una riforma.
Nonostante la divisione “partitica” e quindi accordi politici per la spartizione dei seggi, c’è ancora una parte di Senatori che liberamente hanno valutato la mia persona e il mio lavoro, accordandomi fiducia. Io ne esco ancora più forte e più libera”.

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