Sicurezza sul lavoro e lavoro autonomo occasionale: aumentano tutele e obblighi aziendali.

Il Governo e le forze politiche sono al lavoro per preparare un Italia più competitiva per quanto riguarda la politica del PNRR e non solo, almeno così si spera. Vogliamo credere che non sia il “solito attacco alla diligenza” per cui l’approvazione al Senato del disegno di legge di conversione del decreto fiscale, dal quale arrivano importanti novità per la sicurezza sul lavoro, con specifico riguardo alla formazione, all’addestramento e al ruolo dei preposti, sia un punto fermo e chiaro. Tra le tante cose in programma , ne segnaliamo una importante: novità per il lavoro autonomo occasionale.

Lavoro autonomo occasionale

Di assoluta e immediata rilevanza pratica il nuovo obbligo di comunicazione preventiva per i rapporti di lavoro autonomo occasionale imposto dal D.L. n. 146/2021 non appena definitivamente convertito in legge con approvazione dell’identico testo da parte della Camera dei Deputati.

Nel contesto dell’art. 14 del T.U. sicurezza sul lavoro (D.Lgs. n. 81/2008) riformato dall’art. 13 del D.L. n. 146/2021, infatti, il primo comma prevede ora che per poter svolgere legittimamente e in piena regolarità le operazioni e i lavori affidati a lavoratori autonomi occasionali i committenti hanno l’obbligo di comunicare l’avvio dell’attività di tali lavoratori mediante l’invio di una preventiva comunicazione all’Ispettorato territoriale del lavoro, competente per territoriomediante sms o posta elettronica.

La norma è posta allo scopo dichiarato di consentire una costante “attività di monitoraggio”, ma soprattutto di “contrastare forme elusive nell’utilizzo di tale tipologia contrattuale”, non soltanto in edilizia, ma in tutti i settori produttivi e commerciali.

Sul piano operativo si rinvia alle modalità già previste dall’art. 15, comma 3, del decreto legislativo n. 81/2015 per il lavoro intermittente, ma la violazione dell’obbligo di comunicazione per l’avvio delle attività dei lavoratori autonomi occasionali è soggetto a una sanzione più elevata rispetto a quelle riguardanti il lavoro a chiamata (la cui omissione è punita con sanzione amministrativa da euro 400 ad euro 2.400), perché la mancata comunicazione preventiva dell’autonomo occasionale comporta l’applicazione di una sanzione amministrativa da euro 500 ad euro 2.500 per ciascun lavoratore autonomo occasionale per cui sia stata omessa o ritardata la comunicazione, senza possibilità di diffida (art. 13 D.Lgs. n. 124/2004).

Franco Marella

 

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