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Art.1 DPR 131/2021: La professione di Osteopata. Chi è, cosa fa e come lo si diventa.

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L’osteopata è una figura a cui, negli ultimi anni, si stanno rivolgendo sempre più italiani che avvertono problematiche muscolo scheletriche, del sistema nervoso e di quello viscerale, anche su consiglio del proprio medico curante o di altri specialisti.

Attenzione però, perché l’osteopata non è un medico, ma è un professionista sanitario che si occupa di problematiche dello scheletro e dei muscoli, di alterazioni degli organi e del sistema cranio sacrale.

Le patologie in cui l’osteopata ottiene i migliori risultati sono le cefalee, le cervicalgie, le nevralgie, le sinusiti e le otiti, le lombalgie, le sciatalgie e le discopatie, i disturbi dell’equilibrio, i dolori muscolo scheletrici conseguenti a un evento traumatico, la stanchezza cronica, i disturbi di natura ginecologica e gastrica e l’artrosi.

La descrizione dettagliata dell’ambito di competenza dell’osteopata la ritroviamo nel recente DPR n. 131/2021 , che recepisce l’ “Accordo tra il Governo, le Regioni e le Province autonome di Trento e di Bolzano” che concerne l’istituzione della professione sanitaria dell’osteopata, sancito il 5 novembre 2020 e rettificato in data 23 novembre 2020.

Ma ci chiediamo, l’osteopata deve essere laureato?

Dall’art. 1 del nuovo DPR n. 131/2021 emerge che l’osteopata deve essere in possesso della laurea triennale abilitante o del titolo equipollente e deve essere iscritto al relativo albo professionale.

L’articolo 4 però sancisce che occorre un altro accordo in sede di Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato, le Regioni e le Province autonome di Trento e di Bolzano per definire sia i criteri necessari a valutare l’esperienza professionale dell’osteopata che quelli per riconoscere l’equipollenza dei titoli acquisiti (prima della previsione della laurea triennale come titolo abilitante) all’acquisizione del diploma di laurea universitario. Al Ministro dell’istruzione, dell’università e della ricerca, di concerto con il Ministro della salute, il compito di definire l’ordinamento didattico per il conseguimento della laurea universitaria in osteopatia.

La previsione della laurea universitaria triennale è stata prevista per la prima volta con la legge n. 3 del 2018, che ha conferito anche la delega al Governo per il riordino delle professioni sanitarie. All’art. 7 di questa legge si prevede in particolare che l’osteopata rientra nell’ambito delle professioni sanitarie.

L’entrata in vigore di questa legge, se da un lato ha avuto il pregio di dare un riconoscimento alla professione dell’osteopata dall’altro ha creato a questa figura non pochi problemi. La previsione del possesso della laurea triennale abilitante ha dato il via infatti, in questi ultimi tre anni, a diverse denunce da parte delle Asl locali nei confronti degli osteopati per esercizio abusivo della professione.

Denunce che però, ad oggi e fino a quando non verrà definito e regolamentato il corso di laurea specifico per diventare osteopata, sono prive di fondamento.

Come precisato dal Tar Sicilia nella recente sentenza n. 2684/2021 infatti “l’osteopatia, in quanto consistente in una disciplina terapeutica incentrata sulla manipolazione dell’apparato muscolo-scheletrico al fine di trattare patologie o disfunzioni ad esso pertinenti, non può essere assimilata alla professione medica che si estrinseca nell’individuare e diagnosticare le malattie, nel prescriverne la cura e nel somministrare i rimedi (cfr. Cassazione penale, sez. II, 09 febbraio 1995, n. 5838). Ne consegue che per lo svolgimento della pratica osteopatica non è necessario, ad oggi, differentemente da quanto previsto per la pratica medica, un titolo abilitativo (si veda T.A.R. Veneto n. 298 del 17 maggio 2005, ma anche T.A.R. Lombardia – Milano n. 588 del 1 marzo 2011) … dal quadro complessivo normativo attuale, l’istituzione della figura professionale sanitaria dell’ osteopata potrà ritenersi completata solo a conclusione del primo ciclo dell’istituendo corso di laurea triennale in osteopatia, momento a partire dal quale l’osteopata, per poter esercitare la professione, dovrà possedere sia la laurea triennale specifica, che l’iscrizione all’istituendo albo professionale (salve restando le determinazioni dell’Amministrazione in ordine all’equipollenza dei titoli pregressi).

Franco Marella

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