Fotografare i treni: a Bari Centrale c’è qualcuno che lo vieta

Cosa c’è di male nel fotografare un treno o una stazione ferroviaria? Sostanzialmente nulla, a meno che non stiate pianificando un attacco terroristico, disturbando chi ci lavora o comunque contravvenendo alle regole del buon senso. Al di là di questi casi estremi e alquanto improbabili, pare ci sia una stazione italiana in cui anche lo scatto più innocente è vietato in maniera categorica, e con modi tutt’altro che gentili, da parte degli addetti alla vigilanza: stiamo parlando guarda caso di Bari Centrale.

A sollevare la questione è Ferrovie.it, punto di riferimento sul web per gli appassionati e i professionisti del settore ferroviario, con un articolo ironicamente intitolato “A Bari è VIETATO fotografare i treni”. Nel primo pomeriggio di ieri, come racconta la redazione del magazine online, un collaboratore si è recato nello scalo barese per immortalare un convoglio speciale: il Frecciarossa 1000 di Trenitalia che sponsorizza la prossima Supercoppa di calcio. Pochi secondi dopo aver realizzato lo scatto, il malcapitato fotografo è stato raggiunto dalla sorveglianza privata e allontanato di malo modo, sentendosi dire che sarebbe vietato fotografare treni e stazioni. Un episodio che a quanto pare si è ripetuto in più occasioni nel corso degli anni con lo stesso identico copione, mettendo in difficoltà semplici appassionati e curiosi che non volevano creare problemi a nessuno. La ferrovia d’altronde affascina un po’ tutti, grandi e piccini, e molte delle foto realizzate per diletto potrebbero diventare un domani vere e proprie testimonianze storiche, così come gli scatti in bianco e nero che ritraggono i treni a vapore del secolo scorso e che tutt’oggi ci lasciano sbalorditi.

«Rabbrividiamo all’idea che lo stesso trattamento possa essere stato riservato a qualche ignaro turista straniero di passaggio a Bari, che magari dopo aver immortalato un treno a Monaco di Baviera, come a Parigi, a Venezia o in qualsiasi altra città del mondo, nel capoluogo pugliese si ritrovi in questa anacronistica ed imbarazzante situazione. Ma poi dove sta scritto che è vietato fotografare i treni?» si legge ancora su Ferrovie.it, che mette in luce un paradosso tutto all’italiana: «La stessa Trenitalia – con un’azzeccata operazione di marketing – su Facebook e Instagram invita a fotografare treni, stazioni e situazioni di viaggi in treno, taggando #RailPostFS, il blog di Ferrovie dello Stato Italiane, con l’obiettivo di realizzare il calendario con gli scatti più belli ed anche di promuovere i suoi treni… E sempre FS – cosa di cui siamo davvero lieti – festeggia con un ulteriore post “… 30mila scatti pubblicati dai viaggiatori su Instagram con l’hashtag #RailwayHeart. La rubrica, nata 3 anni fa, racconta l’universo ferroviario: partenze, arrivi e treni in corsa, incontri, sorrisi, sguardi e paesaggi immortalati dall’obiettivo di una macchina fotografica…”. Insomma il treno, il mezzo di trasporto più sicuro ed ecologico, fa tendenza sui social e piace sempre di più a tutti… Forse anche alla sorveglianza barese, che per gelosia non vuole che venga fotografato!».

Da quando è stato abrogato il Regio decreto 1161/1941, che imponeva il segreto militare anche per le ferrovie, non c’è nessuno strumento normativo che vieti tassativamente di scattare foto o effettuare riprese video nelle stazioni italiane. Né, d’altro canto, si sono mai visti cartelli che riportino questo fantomatico divieto, come invece se ne trovano in alcuni musei. Prima di procedere, in linea generale, è sempre meglio chiedere un’autorizzazione o quantomeno avvisare l’azienda competente. Rifacendosi tuttavia ad una vecchia circolare emanata dalle Ferrovie dello Stato e di fatto mai abrogata, ossia la cosiddetta “REM/90”, si potrebbero realizzare foto e filmati nelle stazioni Fs anche senza preventiva autorizzazione, a patto che: si rimanga nelle aree normalmente accessibili al pubblico; si utilizzi l’attrezzatura a mano libera (senza treppiedi o altri supporti); non si crei intralcio all’esercizio ferroviario; non si impegnino lavoratori, mezzi e materiali dell’azienda.

Ci si chiede, dunque, perché proprio a Bari Centrale questa possibilità venga negata senza fornire comprovate ragioni. Ancora più curioso è il fatto che a sbandierare il presunto divieto non siano gli agenti della Polizia ferroviaria, bensì i vigilanti di una società privata appaltatrice del servizio di security nello scalo. Un autentico controsenso nell’era degli smartphone e delle foto estemporanee, che le stesse Fs incoraggiano a condividere sui social network sfruttandone i vantaggi pubblicitari.

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