Nascere donna in Afghanistan

Il 10 dicembre di ogni anno ricorre la Giornata Mondiale dei Diritti Umani; tale data è stata scelta per commemorare la proclamazione della Dichiarazione Universale dei Diritti Umani, avvenuta il 10 dicembre 1948 presso l’Assemblea Generale delle Nazioni Unite a Parigi.

Purtroppo, in alcune parti del mondo, diversi diritti riconosciuti nei 30 articoli di cui si compone la Dichiarazione non vengono rispettati.

Voglio soffermarmi, in particolare, sulla situazione delle donne in Afghanistan, sulla quale ho avuto modo di riflettere grazie alla visione in classe del cortometraggio Learning to Skateboard in a Warzone (if You’re a Girl), girato a Kabul nel 2018 da Carol Dysinger.

Questo breve film è un commovente e straziante sguardo sulla vita di alcune ragazzine e bambine, appartenenti ad un Paese considerato tra i peggiori posti nel mondo in cui nascere donne.

Tutte le vicende presentate nel cortometraggio ruotano intorno a Skateistan, un’organizzazione senza scopo di lucro, creata dallo skater australiano Oliver Percovich, che si dedica a bambini e bambine di quartieri poveri affinché possano emanciparsi grazie allo skateboarding e, contestualmente, seguire delle lezioni scolastiche. Viene insegnato loro il coraggio di andare a scuola, di difendere il diritto all’istruzione, di alzare la mano e dire: “Io ci sono”.

Il film è suddiviso in cinque capitoli che mostrano i progressi fatti con lo skateboard dalle bambine, partendo dallo stare in piedi sulla tavola fino a compiere manovre difficili, come salire e scendere dalla rampa e fare il tic-tac.

Quello che colpisce di più e che fa riflettere è il fatto che le ragazzine, anche nelle pietose condizioni di vita a cui sono costrette, vogliono ugualmente andare a scuola, luogo in cui possono giocare, imparare, esprimere le proprie emozioni e le aspirazioni per il futuro. E lo fanno affrontando vari pericoli, come quelli che si presentano durante il tragitto che porta da casa a scuola (molestie, rapimenti, esplosioni…).

Purtroppo la situazione in Afghanistan è peggiorata da quando i talebani, organizzazione guerrigliera che si pone come obiettivo quello di creare un Emirato puro dal punto di vista religioso con una rigida applicazione della Sharia, hanno preso possesso del Paese e da quando le truppe statunitensi, a partire da maggio 2021, si sono ritirate dopo aver stretto un accordo, non rispettato dai talebani. Questi ultimi, pur promettendo il rispetto dei diritti umani in accordo con i principi islamici, hanno cancellato i diritti e le libertà dei cittadini.

Le donne sono state private di moltissimi diritti, oltre a quello di istruirsi: ad esempio, non possono lavorare fuori casa, non possono uscire se non accompagnate da un mahram (parente stretto maschio), non possono trattare con negozianti maschi, non possono ridere ad alta voce, hanno il divieto di praticare sport e, come gli uomini, di ascoltare musica, di guardare film, televisione e video…

Secondo me l’organizzazione Skatestain è un segno di speranza, in quanto insegna a tutte le donne la resilienza, ossia la capacità di non abbattersi di fronte ad un ostacolo, tenendo duro e provando a superarlo.

Inoltre, grazie all’estensione del progetto ad altri Paesi in difficoltà, come la Cambogia e il Sudafrica, il fondatore Percovich ha cambiato la vita di oltre 7000 ragazzi e ragazze.

 

Alessia De Giosa, 2^G, scuola secondaria I grado I.C. Mazzini Modugno, Bari

Promo