Cassiera reagisce al ladro che le spara, il tribunale le nega il risarcimento: troppo aggressiva.

Una dipendente della catena di supermercati Penny Market si è vista negare il risarcimento del danno perchè secondo i giudici il malvivente ha reagito alla resistenza e alle invettive della donna.

Ha inveito contro il rapinatore, ha mimato il gesto di tirargli qualcosa e il ladro le ha sparato. Dunque il comportamento ‘aggressivo’ della rapinata è censurabile .

La lavoratrice a seguito della sua “aggressività” è stata attinta da diversi colpi di arma da fuoco esplosi dallo “spaventato” rapinatore e pertanto ha dovuto subire diversi interventi chirurgici e una lunga degenza ospedaliera da qui la richiesta risarcitoria per le onerose spese di riabilitazione fisiche e psicologiche alla propria azienda.

Ovviamente di parere contrario è stata la doglianza dei datori di lavoro i quali hanno prodotto a loro discarico una polizza assicurativa contro i furti e le rapine e il monitoraggio dei punti vendita con telecamere e guardie giurate; di più, hanno ribadito che la politica aziendale è quella di non reagire alle rapine.

In linea di diritto la sentenza del Tribunale non fa una piega: l’esecrabile comportamento della 66enne è la causa del male ricevuto. Il comportamento  “aggressivo”  della dipendente ha causato nel rapinatore uno stato di “tensione” sfociato nella sparatoria.

Ora, non oso immaginare cosa avrebbe patito la povera cassiera, se avesse avuto l’ardire di schiaffeggiare il rapinatore.

Stendiamo un velo pietoso?

Franco Marella

 

 

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