Molfetta, gli studenti della “Ferraris” incontrano De Gennaro per discutere di PNRR e transazione ecologica

Si svolgerà anche quest’anno la Settimana della Scienza, della Tecnica e della Tecnologia, con un ricco cartellone di appuntamenti di divulgazione scientifica, organizzata dall’I.I.S.S. “Galileo Ferraris” di Molfetta.In attesa del programma dettagliato dell’evento, conosciamo uno dei relatori dell’edizione 2021, il molfettese prof. Gianluigi de Gennaro.Docente di Chimica dell’Ambiente presso il dipartimento di Biologia dell’Università degli Studi di Bari “Aldo Moro”, il prof. de Gennaro si occupa da tempo di ambiente e tecnologie ad esso legate.Tra l’altro ricopre l’incarico di Componente della Commissione Tecnica di verifica dell’Impatto Ambientale – VIA e VAS del Ministro dell’Ambiente e della Tutela del Territorio – Area Ambientale.Interviene sul tema ricorrente di questo momento: il PNRR ed in particolare i progetti legati alla Transizione Ecologica.Sono convinto che questi progetti possano rappresentare una grande opportunità per il nostro paese, con l’obiettivo di costruire infrastrutture e piattaforme tecnologiche per affrontare la sfida della transizione energetica, certamente la più impellente tra le sfide ecosistemiche” – esordisce il prof. Gianluigi de Gennaro – “Purtroppo non tutti i progetti in questo ambito, sono in linea con i principi del green new deal e più in generale dei modelli di sostenibilità. Alcuni non forniscono garanzie sulla loro compatibilità ecosistemica. Sugli altri fronti, confido molto sui progetti che riguardano la gestione dei rifiuti e delle materie prime dando seguito alla Strategia Nazionale per l’Economia Circolare. Insomma per cogliere la grande opportunità, per utilizzare opportunamente le importanti risorse, occorre grande attenzione e visione ecosistemica per evitare che si trasformi solo in una grande spesa insostenibile e da scontare in futuro. Deve essere interpretato come un investimento capace di produrre frutto per ridurre gli impatti insostenibili piuttosto che solo un capitale da spendere e rendicontare”.Vale la pena ricordare che l’ISTAT recentemente ha pubblicato un’analisi sull’impatto del PNRR sui posti di lavoro ipotizzando che nei prossimi 5 anni si creeranno, grazie al PNRR ed in particolare alla Transizione Ecologica, circa 2.900.000 nuovi posti di lavoro e che mancheranno circa 700.000 professionalità soprattutto nel settore delle fonti di energia rinnovabili. È una previsione plausibile?Assolutamente si. Numeri che compenseranno i tanti posti di lavoro che si perderanno nella transizione” – sottolinea il prof. De Gennaro – “Anche il mondo del lavoro dovrà transire. La transizione ecologica determinerà una rivoluzione economica difficile da immaginare. La mobilità, la produzione di energia, la lavorazione di materie prime e molti altri domini economici subiranno profonde trasformazioni. Conseguentemente anche il lavoro e le professionalità richieste muteranno notevolmente in qualche caso in direzioni al momento imprevedibili. Occorrerà reimpostare la stessa esperienza lavorativa con nuove categorie. Sarà sconvolta la formazione. Tutta. Quella professionale, quella tecnica, quella umanistica, quella accademica. Non ci sarà dominio immune al cambiamento che si prepara. Ci aspettano tempi dove sarà importante essere attenti e pronti nelle risposte. Pronti ad adeguare ed adattare. Tempi da leggere e studiare con profondità. Occorrerà formare alla complessità, alle dinamiche dei sistemi ed alla gestione del potere. Alla poesia ed allo studio dell’uomo. Ci aspettano tempi affascinanti”.Quindi è giusta la direzione intrapresa da alcune scuole come l’ITT “Galileo Ferraris” di Molfetta di favorire un’offerta formativa che punta al settore energetico e ambientale?Sì, se interpreta il cambiamento di modello e i nuovi scenari di sviluppo. No, se si ispira alla moda del momento” – chiarisce il prof. De Gennaro – “Sì, se educa ad affrontare quello che ci sarà e ci potrà essere e si confronta con quello che c’è da sviluppare. No, se cambia il titolo di qualche corso e chiede a qualche docente di leggere un libro nuovo da raccontare in classe. Per essere molto concreti occorre mettere dentro esperti, se necessario esterni, con competenze per tenere corsi di energetica, sistemica, termodinamica, ecologia, intelligenza artificiale e capaci di attivare connessioni con imprese (del territorio o dell’altra parte del mondo) impegnate nello sviluppo di nuove soluzioni per lo sviluppo sostenibile. L’operazione di solo maquillage avrebbe il fiato corto”.Per la memoria che ho e conoscendo la storia del Galileo Ferraris di Molfetta” – conclude il prof. Gianluigi de Gennaro – “sono convinto che l’istituto molfettese sarà in grado di adeguarsi al cambiamento a tutto vantaggio del territorio locale”.

Mimmo Spadavecchia

Promo