Il prof. Ricchitelli e “Il recepimento delle coordinate europee sulla lotta al riciclaggio mediante diritto penale”

Con il prof. Sergio Ricchitelli parliamo di:” Il recepimento delle coordinate europee sulla lotta al riciclaggio mediante diritto penale”

Il Prof. Sergio Ricchitelli, docente a contratto di diritto internazionale penale presso l’Università Telematica Pegaso, Autore di oltre 80 pubblicazioni scientifiche, saggi e libri, ultimo in ordine di tempo “Guida alla riforma Cartabia” per i tipi editoriali duepuntozero, Molfetta ci ha rilasciato una interessante intervista su un argomento di estrema attualità.

D. Prof. Ricchitelli, ancora uno scritto per altro decisamente interessante sulla criminalità economica ed in particolare sull’adeguamento del nostro Paese alla legislazione antiriciclaggio. Perciò consigliabile a tutti anche ai non addetti ai lavori
R: Si effettivamente nell’ambito dei miei studi, nelle mie ricerche del quadro delle attività didattico scientifico che ormai sviluppo da un quindicennio pieno ho scorto questo decreto legislativo pubblicato sul supplemento ordinario della gazzetta ufficiale del 30 novembre che entrerà in vigore il 15 dicembre di quest’anno. Essendo, come ormai noto, appassionato al tema dei crimini di riciclaggio e della criminalità economico finanziaria in genere l’ho scrutinato accuratamente e ho elaborato questo lavoro che mi ha decisamente appagato. Lo ritengo senz’altro utile e funzionale, come lei ha giustamente detto, non solo per gli addetti ai lavori del settore strettamente giuridico ma anche e soprattutto in un’ottica divulgativa e informativa per il mondo delle imprese e delle società che con tale realtà giudiziaria si dovrà confrontare necessariamente dal 15 dicembre p.v.

D: Professore in buona sostanza qual è questa novità che il nostro Paese avrà dal 15 dicembre del 2021 in materia di riciclaggio?
R: La formidabile novità a cui facciamo riferimento è quella, da me già per altro avanzata fin dai miei primi lavori in materia, di anticipare sempre più la soglia del penalmente rilevante in punto di riciclaggio e reimpiego di beni illecitamente acquisiti. In buona sostanza si abbassa l’asticella del rilievo criminale di determinate condotte fino a ricomprendervi le mere contravvenzioni che, va rammentato, costituiscono, tra codice penale e legislazione speciale, la stragrande maggioranza dei reati contemplati nel nostro ordinamento giuridico. Si pensi, solo per fare un esempio emblematico, che a far data dal 15 dicembre p.v. l’acquisto di una cosa di provenienza sospetta che poi vede la stessa cosa rivenduta con conseguente ricavo di danaro potrà dar adito alla fattispecie di autoriciclaggio e/o di riciclaggio in quanto l’indicato acquisto è previsto come contravvenzione dal vigente sistema penale.

D. Interessane. Davvero interessante. È fosse solo che per questo il suo lavoro oggi pubblicato meriterebbe di essere letto da tutti. Ma torniamo a lei professore Lei parla dei suoi studi appunto e delle molteplici pubblicazioni, se non sbaglio circa 80, da Lei redatte finora e, visto che siamo a fine anno è anche tempo di bilanci. Qual è il suo consuntivo?
R: Sono ormai tre lustri pieni che scrivo di diritto in termini di letteratura giuridica; come lei giustamente ricorda, nell’ambito delle mie pubblicazioni tra articoli, raccolte letterarie di scritti e monografie sono ormai arrivato ad un’ottantina di produzioni scientifiche, tra queste effettivamente una decina ineriscono alla tematica della criminalità economica della quale, anche professionalmente, mi sono sempre occupato.

D: Lei è noto soprattutto per la sua produzione scientifica nell’ambito del diritto europeo internazionale. Ricordiamo che è titolare di insegnamento di diritto internazionale penale presso l’Unipegaso.
R: Si certamente il tema della transnazionalità europea e internazionale e della ricezione dei principi unionali nell’ambito del nostro ordinamento mi ha sempre affascinato e adesso dedico ampio spazio nella mia produzione scientifica. In questo sono ovviamente motivato e in un certo qualsenso avvantaggiato dal prestigioso incarico che rivesto quale docente incaricato a contratto presso l’Unipegaso che si può ben dire costituisce una formidabile realtà universitaria ormai consolidatasi nel nostro Paese e sempre più all’avanguardia sul duplice versante delle metodiche di ricerca scientifica e di formazione seria della platea dei discenti.

D: Quindi professore un bilancio senz’altro in attivo questo di fine 2021?
R: Si nonostante due anni particolari a causa del lockdown indotto dalla pandemia devo dire che sono riuscito a mantenere sempre elevato il profilo della produzione scientifica e l’attività didattica con oggi più che mai mi appartiene. D’altro canto anche al tema delle ricadute del covid nell’ambito dell’attività giuridica ho dedicato taluni scritti. E, devo dire, con molta onestà, sono continuamente stimolato dalla passione per l’approfondimento scientifico e didattico e vengo continuamente motivato dall’impegno universitario convinto come sono dell’importanza della circolazione delle idee e della formazione delle generazioni oggi universitarie.

D: E quindi prof. Ricchitelli per concludere questa nostra breve conversazione vuol anticiparci qualcosa circa i suoi prossimi lavori sicuramente in cantiere per l’anno che verrà?
R: Guardi sicuramente produrrò ancora perché col passar del tempo devo dirle che lo scrivere di diritto mi continua ad affascinare sempre più. Sto approfondendo tematiche concernenti l’impiego delle scienze, in particolare di quelle neurologiche nell’ambito dell’attività giudiziaria. Ho già avuto modo, come lei ben sa, di cimentarmi sul versante dell’impiego della tecnica e della scienza in chiave integrativa dell’attività giudiziaria e la tematica devo dirle mi affascina sempre più. Sono fermamente convinto che lo sviluppo delle neuroscienze, l’impiego dell’intelligenza artificiale e le problematiche connesse alla cosiddetta giustizia predittiva costituiscano l’orizzonte non distante del nostro sistema giudiziario. Su tali temi ed in particolare su quelli delle neuroscienze e della neurolinguistica applicate al nostro sistema ordinamentale sto svolgendo approfondimenti scientifici e dogmatici. Ma mi creda adesso è davvero prematuro parlarne. Ciò di cui posso invece dire essendo un lavoro le cui fondamenta sono già state gettate è di un impegno considerevole di cui mi sono gravato nella preparazione di un volume collettaneo avente ad oggetto l’intera problematica della pena e dell’esecuzione penale nel nostro ordinamento giuridico. È un lavoro di coordinamento quello che mi sto pregiando di svolgere sotto l’egida dell’università telematica Pegaso che mi ha acconsentito di coinvolgere entusiasticamente in quest’opera plurime sensibilità culturali della nostra regione con incursioni di professionalità ultraregionali. Dal mondo accademico con docenti universitari a quello professionalmente collegato al mondo giudiziario quali funzionari di polizia, magistrati anche onorari, al mondo dell’impresa e della pratica forense. È un lavoro, ripeto, avviato al quale credo molto e che confido possa vedere la luce nella prossima primavera.

D: Quindi prof. Ricchitelli la nostra regione la Puglia anche nella sua azione di attività scientifica ha uno spazio ampio nella sua azione letteraria?
R: Si certamente, come d’altro canto dimostra la mia presenza ormai costante alla manifestazione “libri nel borgo antico” di Bisceglie alla quale aderisco con mie pubblicazioni sempre con piacere e orgoglio.

D: Perfetto la ringrazio della piacevole conversazione e le auguro davvero buon lavoro in occasione un buon natale e un felice anno nuovo.
R: Grazie a lei per la conversazione davvero piacevole e mi auguro gradita, che so che verrà sicuramente letta con il consueto piacere, e mi consenta di augurarle un sincero natale e un buon anno nuovo anche a lei.

E ora approfondiamo l’argomento..

Il recepimento delle coordinate europee sulla lotta al riciclaggio mediante diritto penale. Note a margine del Decreto Legislativo 8 novembre 2021, n.195.
Sergio Ricchitelli, Prof.

ABSTRACT

Con la pubblicazione in gazzetta ufficiale del 30 novembre 2021 il Consiglio dei ministri ha adempiuto agli obblighi comunitari adottando il decreto legislativo 8 novembre 2021, nr.195 che entrerà in vigore il 15 dicembre 2021.
Il decreto legislativo nr.195/2021 reca l’attuazione della Direttiva unionale 2018/1673 sulla lotta al riciclaggio mediante diritto penale.
Come noto nell’ambito del primo titolo del Codice penale italiano il legislatore si occupa della legge penale ed in particolare delle sue modalità applicative. In tale ambito, dopo aver passato in rassegna i reati commessi all’estero e incondizionatamente punibili nel territorio dello Stato, a prescindere se commessi da un cittadino o da uno straniero, si occupa, in contrapposizione a questi, dei cosiddetti delitti comuni all’estero commessi dal cittadino ovvero dallo straniero.
La novella legislativa di attuazione comunitaria incide sulla fattispecie del delitto comune del cittadino all’estero statuendo che nei casi indicati nell’art.9 del Codice penale la richiesta del guardasigilli o l’istanza o la querela della persona offesa non sono necessarie per taluni specifici delitti: quelli previsti dagli artt.320, 321 e 346-bis c.p.
A far data dal 15 dicembre 2021 la ricettazione e l’autoriciclaggio commessi dal cittadino in territorio estero sono puniti direttamente nel nostro Paese senza bisogno di alcuna condizione di procedibilità sia in termini di richiesta che in termini di istanza o querela.
Come noto la confisca, quale misura di sicurezza patrimoniale si sostanzia, nella sua forma ordinaria, nella facoltà del giudice di ordinare l’ablazione delle cose che servirono o furono destinate a commettere il reato e delle cose che ne sono il prodotto o il profitto, laddove intervenga sentenza di condanna all’esito del procedimento penale. È questa la confisca cosiddetta facoltativa disciplinata dall’art.240 del Codice penale liddove il capoverso della fattispecie disciplinante la confisca si occupa dei casi di cosiddetta confisca obbligatoria. Si tratta delle cose che costituiscono il prezzo del reato ovvero di quelle cose la fabbricazione, l’uso, il porto o l’alienazione delle quali costituisce reato; in tali ultime ipotesi anche se non è stata pronunciata condanna.
A fronte di tale contesto normativo il legislatore nazionale con l’art.6, co. 1, del decreto legislativo 1° marzo 2018, nr.21, recante disposizioni di attuazione del principio di delega della riserva di codice nella materia penale, ha introdotto nel sistema codicistico l’art.240-bis rubricandolo confisca in casi particolari. Su tale fattispecie incide la novella di attuazione comunitaria di cui è parola in questa sede.
La fattispecie di confisca cosiddetta in casi particolari si rivela essere particolarmente pregnante sotto il versante dell’aggressività patrimoniale. Infatti, in ogni caso il condannato non può giustificare la legittima provenienza dei beni sul presupposto che il denaro utilizzato per acquistarli sia provento o reimpiego dell’evasione fiscale, salvo che l’obbligazione tributaria sia stata estinta mediante adempimento nelle forme di legge.
In determinati casi previsti dalla legge quando non è possibile procedere alla confisca del denaro, dei beni e delle altre utilità, il giudice ordina la confisca di altre somme di denaro, di beni e altre utilità di legittima provenienza per un valore equivalente, delle quali il reo ha le disponibilità anche per interposta persona.
Su tale piattaforma normativa in materia interviene in sede di adeguamento unionale il legislatore italiano inserendo, nel catalogo dei casi particolari contenuti nel co.1 dell’art.240-bis c.p., in relazione alla fattispecie di ricettazione prevista e punita dall’art.648 c.p..
La novella di adeguamento comunitario in rassegna insiste sulle quattro fattispecie di reato; sia per la ricettazione, sia per il riciclaggio, sia per l’impiego di denaro, beni o utilità di provenienza illecita, sia per l’autoriciclaggio, viene criminalizzata la condotta dell’autore dei fatti indicati allorquando riguarda “denaro o cose provenienti da contravvenzione punita con l’arresto superiore nel massimo a 1 anno o nel minimo a 6 mesi”.
Di particolare menzione è l’incidenza della novella adeguatrice sul tessuto normativo della fattispecie di autoriciclaggio ex art.648-ter.1 c.p. Nel terzo comma della nuova ipotesi delittuosa si prevede una espressa circostanza attenuante a efficacia ordinaria. La pena è diminuita se il denaro, i beni o le altre utilità provengono da delitto per il quale è stabilità la pena della reclusione inferiore nel massimo a 5 anni.
In buona sostanza, le quattro fattispecie delittuose preposte dal sistema penale a livello codicistico alla repressione delle condotte di perpetrazione e\o consolidamento di una precedente azione criminale (altrui o, nell’ipotesi di autoriciclaggio, eventualmente propria) vedono, con la novella in commento, una integrazione sostanziale – la fattispecie contravvenzionale quale reato presupposto – e consequenziali accorgimenti dipendenti funzionali all’armonizzazione del sistema.
Il recepimento delle coordinate unionali sulla lotta al riciclaggio mediante diritto penale attuate dal decreto legislativo nr.195 del 2021 si sostanziano in accorgimenti e, in taluni casi, doverosi rifacimenti di talune fattispecie contenute nel sistema codicistico penale.
Al di là della rimodulazione dei commi nei quali si articolano le fattispecie in discorso, si può ben dire che la vera novità si sostanzia nell’introduzione del reato presupposto in termini contravvenzionali.
A fronte di tale introduzione della fattispecie contravvenzionale sul proscenio dei delitti di perpetrazione e consolidamento dell’altrui attività criminale o, nel caso di autoriciclaggio anche della propria, le novelle che hanno inerito agli artt.9 e 240-bis c.p. – rispettivamente intestati al delitto comune del cittadino all’estero e alla confisca in casi particolari – fungono da necessario adattamento di quelle fattispecie alla modifica delle quattro ipotesi delittuose di cui agli artt.648 e seguenti c.p..
Non paiono sussistere seri problemi in ordine alla tenuta del sistema investigativo e di accertamento processuale in materia di occultamento o ripulitura di danaro sporco; anzi l’inserimento della fattispecie contravvenzionale nell’ambito dei reati presupposto rende patente la volontà legislativa – sia a livello europeo sia nazionale – di rendere ancora più incisiva l’azione di contrasto ai fenomeni criminali individuati dalle fattispecie in commento ed all’attività criminale ad esse sovente collegata.

Paola Copertino

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