Voti comunali comprati, indagato marito assessora di Triggiano

Avrebbero comprato numerosi voti pagandoli 50 euro ognuno per ottenere la vittoria alle elezioni che lo scorso ottobre hanno portato alla riconferma del sindaco uscente di Triggiano, Antonio Donatelli, candidato sostenuto da diverse liste civiche.

La compravendita di voti, secondo quanto ricostruito dalle indagini dei carabinieri, coordinati dalla Procura di Bari, sarebbe stata “architettata” e “realizzata” da Alessandro Cataldo, marito dell’assessora ai Trasporti e alla Mobilità della Regione Puglia, Anna Maurodinoia, che non e’ tra gli indagati in questa vicenda che in tutto sono 13. Cataldo, fondatore del movimento politico ‘Sud al centro‘, tra i cui esponenti di spicco c’e’ sua moglie, è indagato per corruzione elettorale insieme al sindaco riconfermato, ai consiglieri comunali Angela Napoletano e Antonio Fortunato, e ad altre nove persone, tutti oggi perquisiti.


Secondo l’accusa, in occasione dell’ultima tornata delle amministrative, il 3 e 4 ottobre scorsi, per favorire la riconferma di Donatelli, Cataldo avrebbe attivato nel suo comune di residenza, Triggiano, un sistema per “comprare voti” con una rete di “gregari” che contattava i cittadini disposti a dare la propria preferenza in cambio di 50 euro. Alle elezioni il sindaco Donatelli è stato riconfermato con il 60,5% dei voti, battendo il candidato sostenuto anche dal Pd, Giovanni Campobasso, che si è fermato al 39,5%. Il sindaco riconfermato era sostenuto da otto liste civiche, tra cui ‘Con’, che fa riferimento al governatore Michele Emiliano, ‘Senso Civico’ e ‘Triggiano al Centro’.

Prezioso per le indagini e’ stato il ritrovamento da parte dei carabinieri, la sera del 6 ottobre in un bidone della spazzatura a Bari, di frammenti di fotocopie di documenti d’identita’ e codici fiscali di triggianesi, elenchi di persone con i loro recapiti e la corrispondenza personale di Cataldo e sua moglie. Secondo gli inquirenti era materiale “scomodo” di cui i “fidati collaboratori” di Cataldo volevano disfarsi. Nel bidone c’erano anche molti cartelloni, fac-simile di schede e volantini dei candidati nelle liste ‘Triggiano al Centro’ e ‘Con Donatelli Sindaco’. Nel decreto di perquisizione, inoltre, a Cataldo e’ contestato anche il reato di associazione a delinquere, con il ruolo di “capo e promotore” risalente al 2019. 

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