Bullismo Bari, firmati due protocolli d’intesa contro la violenza

Sono stati firmati questa mattina a Bari due protocolli d’intesa con le associazioni Gens Nova e La Forza delle Donne. A firmare l’intesa Silvia Russo Frattasi, presidente della commissione consiliare Pari opportunità e i presidenti delle associazioni Gens Nova e La Forza delle Donne, Antonio La Scala e Krizia Colaianni. “Con l’associazione Gens Nova distribuiremo l’opuscolo informativo “Stoppa il bullo” nelle scuole di Bari e dell’area metropolitana, rivolto a ragazzi, genitori e insegnanti in modo da potenziare l’azione di informazione e contrasto al bullismo e al cyberbullismo – spiega Russo Frattasi L’associazione La Forza delle Donne, invece, realizzerà sempre nelle scuole, due interventi di informazione e formazione volti alla prevenzione e al contrasto della violenza di genere, all’educazione, all’affettività e al rispetto dell’altro”.

“A scuola con la Forza delle donne prevede due incontri: nel primo è previsto l’approfondimento di varie tematiche, come l’importanza del rispetto reciproco per prevenire gli stereotipi femminili e maschili, favorire le pari opportunità tra uomini e donne e valorizzare le differenze di genere – sostiene Krizia Colaianni il secondo incontro prevede l’analisi e il commento da parte degli studenti di elaborati e disegni realizzati successivamente al primo intervento formativo, volti ad approfondire l’importanza della non violenza a scuola, nelle famiglie e nella comunità cui appartengono”.

“Dobbiamo definire il bullismo esattamente, perché la parola bullismo nel nostro codice penale non c’è, e il cyber bullismo esiste dal 2017 – ha concluso La ScalaCi sono sentenze della Corte di Cassazione che considerano il bullismo percosse, lesioni, diffamazione, atti persecutori. Bullismo è violenza allo stato puro e purtroppo il diffondersi dei social non ci aiuta a contrastarlo. Si tratta di una battaglia che va combattuta da parte di tutti: per questo l’opuscolo che distribuiremo nelle scuole è rivolto non solo ai ragazzi e alle ragazze ma anche alle famiglie, in molti casi assenti, e ai docenti che devono vigilare sull’insorgere di questo deprecabile fenomeno”.

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