La cura del ferro europea che parte da Bari

L”Italia è fanalino di coda in Europa per quota modale su ferro con il 7% contro il 12,5% dell”Unione europea e la grande spinta verso la mobilità sostenibile fa quindi del sistema ferroviario del Bel Paese il candidato ideale ad una crescita esponenziale. 

In questo scenario Gts Rail, operatore europeo del trasporto intermodale merci con sede a Bari, prosegue il suo sviluppo rispondendo in particolare alla crescita di domanda dei trasporti per e dal Nord Europa. 

Da oggi, infatti, attiva un collegamento ferroviario tra l”interporto di Bologna e quello di Rotterdam, snodo commerciale strategico per raggiungere Regno Unito ed Irlanda. 

Un ulteriore investimento che si aggiunge alla recente apertura di una sede a Genova ed all”ordine di tre nuove locomotive che aumenta la flotta a 23 unità, tutte prodotte da Bombardier Transportation (ora parte del gruppo francese Alstom) nel suo stabilimento di Vado Ligure, diventando la più estesa flotta privata in Italia per commesse ammontanti a 63 milioni di euro. 

Una crescita esponenziale per Gts Rail – parte del gruppo Gts, tra i principali operatori intermodali in Europa e tra i primi ad essere nati dopo la liberalizzazione del mercato. 

Tra le prime 5 imprese ferroviarie in Italia per volumi e certificati per operare sull”intera rete di RFI, Gts Rail è arrivata ad un fatturato di 105 milioni di euro, occupa 120 persone e produce oltre 80 treni a settimana per un totale annuo di 2,4 milioni di km, il cui sistema integrato prevede l”affiancamento di uno dei più moderni impianti per la manutenzione rotabili affidato alla sua consociata Rail Services. 

Il collegamento con Rotterdam rafforza il network dell”azienda che ha già attivato in primavera un servizio tra Parma ed il porto fiammingo di Zeebrugge e che ha consolidato la sua presenza presso il terminal Cepim di Parma e con Terminali Italia (società terminalista controllata da Rete Ferroviaria Italiana), su cui già opera il trisettimanale collegamento con Ulm, in Germania e da cui si prevede un prossimo collegamento su Bari, “porta” per il canale commerciale con Grecia e Turchia.

“Stiamo assistendo ad un peggioramento della situazione pandemica, ma il trasporto ferroviario intermodale si conferma ancora una volta strategico per l”economia, la continua crescita della domanda per e dal nord Europa ne è la conferma. 

E noi abbiamo deciso di continuare ad investire, nonostante le difficoltà, per agganciare questa crescita. E cosa che ci rende ancora più orgogliosi è che grazie a questa nuova tratta, riconfermiamo il nostro continuo impegno verso la sostenibilità ambientale” sottolinea il ceo del gruppo Alessio Muciaccia

Il collegamento con Rotterdam – che si calcola che toglierà dalla strada oltre 20mila camion – ora trisettimanale salirà a 7 corse a settima dal prossimo anno, permettendo di trasportare anche grandi semirimorchi, rifiuti e merce pericolosa, secondo un accordo europeo che ne regola il trasporto.

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