Sociale, Arci aderisce a sciopero generale: “Redistribuire per investire su cura”

 Arci nazionale aderisce allo sciopero generale indetto da Cgil e Uil per il 16 dicembre: l’associazione sarà in piazza a Roma e parteciperà alle manifestazioni che si terranno a Milano, Bari, Palermo e Cagliari. L’Arci parteciperà inoltre all’incontro Cgil – associazioni del prossimo 14 dicembre a Roma (ore 15, Sala Fredda, via Buonarroti 12) che conferma e rafforza l’importanza del percorso permanente di dialogo e collaborazione intrapreso.

Nell’evento, aperto alla stampa, sarà presentato un instant book con i documenti sulla legge di bilancio prodotti dalle associazioni. Anche l’Arci ha prodotto un documento sulla legge di bilancio e questioni collegate: è un impegno forte dell’associazione su tutte le questioni calde di questa fase politica importante e delicata, cui sono collegate le preoccupazioni, i timori e le speranze di tante persone, comunità e territori. “Nonostante la crisi pandemica abbia colpito pesantemente anche noi, con le nostre basi associative e la maggior parte delle nostre attività chiuse per tanto tempo, rimaniamo convinti e continuiamo a batterci perché socializzazione, cultura, diritti, democrazia rimangano al centro di un vero e proprio progetto politico di uscita dalla crisi – si afferma nel documento Arci -. Siamo convinti che sia indispensabile una presa in carico, da parte delle istituzioni, dei bisogni materiali, culturali, civili e persino etici della maggioranza della popolazione. E che siano necessari un progetto convincente di futuro, la restituzione di diritti di cittadinanza effettiva a tante persone sempre più escluse, una politica finalizzata alla cura delle persone, del vivente, del pianeta”.

“E invece, nonostante le grandi lezioni della pandemia e i molti fondi per la prima volta a disposizione, stiamo tornando alla normalità di prima – continua l’Arci -. Di nuovo il PIL e la crescita sono unici misuratori di sviluppo. I fondi del Pnrr vanno a chi ha in mano le redini di questa economia. La Legge di Bilancio è un insieme di provvedimenti frammentati, titoli importanti a cui poco corrisponde dal punto di vista degli investimenti. Serve invece un importante intervento di redistribuzione della ricchezza, in un paese dove le diseguaglianze (sociali, territoriali, di genere e generazionali) aumentano in modo esponenziale . Bisogna privilegiare il pubblico rispetto al privato per un grande piano di cittadinanza sociale fondato su lavoro, previdenza e welfare. Va avviata una vera transizione ecologica centrata sui territori, e un investimento deciso su sapere, conoscenza, cultura. Invece che aumentare le spese militari, bisogna spendere per l’accoglienza dei migranti e la cooperazione allo sviluppo. Continueremo ad agire e batterci perché ciò accada. Insieme davvero si può fare la differenza”.

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