Via Amendola, quel palo che deturpa la “rotatoria delle lame”

C’è un elemento di disturbo che rovina il nuovo look di via Amendola, dopo i recenti lavori di riqualificazione. Si trova nella rotatoria all’incrocio con viale Einaudi e via Fresa, quella che – almeno nelle intenzioni dei progettisti – dovrebbe evocare con il suo allestimento a verde il paesaggio delle lame. Peccato, però, che proprio al centro della rotatoria troneggi un palo dall’aspetto grezzo che sorregge una telecamera, assieme ad altri dispositivi e ad una cassetta di alimentazione in bella vista.
Chiedendo spiegazioni all’assessore ai Lavori pubblici del Comune di Bari, Giuseppe Galasso, apprendiamo che «si tratta di una telecamera della Questura. Il palo è stato installato appositamente a seguito di esplicita richiesta e necessità di inquadramento rappresentata dalle forze dell’ordine».

Alla base di questa aggiunta antiestetica ci sarebbero dunque comprensibili motivazioni di pubblica sicurezza. Ma siamo davvero certi che non si potesse prevedere, già in origine, una soluzione più discreta o un’ubicazione alternativa che non andasse a ledere il decoro architettonico della strada?
E’ impossibile non pensare a un altro caso analogo e ancor più clamoroso: quello del lampione che “buca” la mappa di Bari Vecchia, sul pavimento dell’ultimo isolato di via Sparano.
Una buona progettazione, così come una buona committenza, in realtà dovrebbe conciliare nel migliore dei modi le esigenze tecniche con quelle artistiche, oltre a recepire fin dall’inizio le prescrizioni di tutte le autorità coinvolte. Diversamente, è facile che il risultato finale ne esca compromesso da spiacevoli sorprese.

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