Bitonto: Si è concluso il ciclo dell’Open Day presso la scuola primaria “G. Caiati” .

Si è conclusa la terza ed ultima giornata dell’open day presso la scuola primaria “G. Caiati” in Bitonto.

La scolaresca della 5 A – B, studenti che si apprestano a lasciare le scuole elementari per la frequenza alle “medie” , ha preparato un suo particolare saggio per arricchire “il volto didattico” della scuola e stuzzicare le attenzioni del pubblico.

Ma perché l’open day e a che cosa dovrebbe servire?

Semplice, l’open day è un breve percorso didattivo/formativo per far conoscere ai genitori e ai loro figli, prossimi scolari per la prima classe, cos’è la scuola: dunque una specie di passaggio di testimone. Questi futuri scolari dovranno abbandonare la culla dell’asilo per incominciare a conoscere il sapere.

Ho presidiato la classe all’interno della quale si è svolta la manifestazione. Tutti indaffarati, maestri e alunni. Il microfono ha fatto un po’ le bizze ma questo è il bello della diretta.

Dopo le prove è arrivato il momento atteso: aperto il sipario via allo spettacolo. In prima fila, eccoli, i bimbi del domani. Le mamme asserragliate a mò di semicerchio. Gli attori, i docenti e gli scolari, hanno gioiosamente espresso il loro contributo scolastico quale inno alla vita.

Il Tangram è stato il cuore dello spettacolo. I bambini grandicelli hanno spiegato ai più piccoli (ma anche ai genitori) cos’è e a cosa serve il Tangram, che è un gioco rompicapo cinese costituito da sette tavolette inizialmente disposte a formare un quadrato ma che con un po’ di fantasia si possono ricavare altre figure geometriche. L’aria era piena di energia: una cornucopia di colori ed emotività. Alla fine è arrivato l’applauso liberatorio, cala il sipario, tutti soddisfatti.

Considerazioni. A parte lo scenario e la cornice presso cui si è svolto l’open day, la scuola è veramente cambiata, innovata più che altro. Più di un insegnante, più di una materia, più libri, più pensata a formare i giovani del futuro. La scuola primaria è il primo vero passo verso la formazione personale e sociale poiché lì vengono poste le basi per affrontare la “scala”  scolastica.

Avere delle lacune alle elementari significa avere un gap negativo che porterai sempre con te.  Ecco perché è necessario, a differenza del passato, che i genitori possano avere la facoltà di verificare se la scuola risponde alle loro esigenze. Ciò pone le basi per due considerazioni: la prima, che il prodotto “scuola” sia all’altezza; il secondo, che la famiglia rispetti i formatori e che insieme condividano un percorso unitario. Tutti ne trarranno benefici. Dal punto di visto sociologico e scolastico stiamo parlando di inclusione, un meccanismo secondo il quale gli alunni, il personale docente e le famiglie debbono creare le basi per la costruzione di quel cerchio magico chiamato SCUOLA!

Di pari passo dobbiamo anche tenere conto che la SCUOLA ha subìto negli ultimi anni uno straziante declino. Finanziamenti rimodulati, personale precario e ridotto, contratti di lavoro in alto mare, insegnanti prestati alla scuola perché non hanno altre vie d’uscita, strutture non proprio confacenti alla ospitalità degli alunni, presidi che devono fare i doppi salti a causa di una spesa corrente che aumenta anno per anno. E poi ci sono le difficoltà delle famiglie, tante difficoltà, si pensi ad esempio se hanno un figlio che ha bisogno di un’assistenza continua o all’impegno per ”fare i compiti” a casa  o al costo della cancelleria.

La scuola va amata perché deve essere amata. Ecco perché al personale scolastico  va l’incondizionata stima per il merito di essersi  rimboccato le maniche e affrontato il gravoso impegno.

L’Open day è stato organizzato sotto la vigile direzione della preside, dott.ssa Carmela Rossiello e degli insegnanti Angela De Palma, Giustina Menechino, Anna Maria Achille e Domenico Cataldi.

Franco Marella

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