Cassazione. Nulla l’iscrizione dell’ipoteca da parte del fisco priva del preventivo contraddittorio con il contribuente

E’ nulla l’iscrizione dell’ipoteca iscritta dall’Agenzia delle Entrate su beni immobili del contribuente senza la preventiva instaurazione con quest’ultimo del contraddittorio prima del procedimento finale. Lo ha ribadito la Corte di Cassazione con l’ordinanza n. 18964/2020.

IL CASO: C.G. di Bari proponeva ricorso in Cassazione avverso un avviso di iscrizione ipotecaria per mancato pagamento di alcune cartelle di pagamento notificato dall’Agenzia delle Entrate. La Commissione Tributaria Provinciale accoglieva il ricorso, mentre la sentenza di quest’ultima veniva riformata dalla Commissione Tributaria Regionale a seguito dell’appello promosso dall’amministrazione finanziaria. da qui il ricorso in Cassazione

LA DECISIONE: I Giudici di legittimità hanno ritenuto fondato il ricorso con il quale il contribuente ha dedotto la violazione del D.P.R. n. 602 del 1973, art. 50, comma 2, in quanto le cartelle di pagamento sottese all’impugnato avviso di iscrizione ipotecaria erano state notificate da oltre un anno e che, di conseguenza, l’amministrazione finanziaria avrebbe dovuto notificare preventivamente un’intimazione di pagamento ai sensi del D.P.R. n. 602 del 1973, art. 50, comma 2.

Gli Ermellini hanno in sintesi motivato l’accoglimento del ricorso del contribuente poichè:

– è qualificata la censura del contribuente alla sentenza della Commissione Tributaria Regionale (dunque aveva ragione la Commissione Provinciale nel riconoscere corrette le deduzioni del ricorrente)  quale denuncia della mancata applicazione dei principi che impongono, anche in materia d’iscrizione ipotecaria, il rispetto del contraddittorio endoprocedimentale;  è ribadito che in tema di riscossione coattiva d’imposta, l’amministrazione finanziaria, prima di procedere all’iscrizione dell’ipoteca su beni immobili, ai sensi del D.P.R. n. 602 del 1973, art. 77, deve inviare al contribuente la comunicazione dell’avvio della procedura della suddetta iscrizione e deve concedere al medesimo un termine, determinabile in 30 giorni, in coerenza con analoghe previsioni normative (da ultimo, con il citato D.P.R. n. 602 del 1973, art. 77, comma 2 bis, introdotto dal D.L. n. 70 del 2011, convertito con modificazioni dalla L. n. 106 del 2011, di natura interpretativa e quindi applicabile anche all’iscrizione ipotecaria in esame, anteriore alla sua entrata in vigore), al fine di presentare osservazioni od effettuare il pagamento;
che l’omessa attivazione del suddetto contraddittorio endoprocedimentale comporta la nullità dell’iscrizione ipotecaria per violazione del diritto alla partecipazione al procedimento, garantita anche dagli artt. 41, 47 e 48 della carta dei diritti fondamentali dell’Unione Europea, fermo restando che l’iscrizione ipotecaria, attesa la sua natura reale, mantiene la sua efficacia fino alla sua declaratoria giudiziale d’illegittimità (cfr. in termini, Cass. n. 30534 del 2019; Cass. n. 23875 del 2015).

Immaginate il calvario del contribuente allorquando dopo l’accertamento da parte dell’Agenzia delle Entrate, si vede obbligato a produrre memorie difensive poiché ritiene illegittimo  il provvedimento della stessa Agenzia delle Entrate. Ma il paradosso sapete dov’è? Proprio nel merito del ricorso! La commissione Provinciale gli dà ragione la Commissione Regionale gli dà torto. Infine la Cassazione.

Quanto sperpero di danaro e di tempo.

 

Franco Marella

 

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