Cassazione. Stato di ebbrezza: Estinzione del reato per esito positivo della messa in prova e veicolo restituito

Vediamo cos’è la “messa alla prova”. La messa alla prova è una forma di prova giudiziale innovativa nel settore degli adulti che consiste, su richiesta dell’imputato, nella sospensione del procedimento penale nella fase decisoria di primo grado per reati di minore allarme sociale. Con la sospensione del procedimento, l’imputato viene affidato all’ufficio di esecuzione penale esterna per lo svolgimento di un programma di trattamento che prevede come attività obbligatoria e gratuita, l’esecuzione di un lavoro di pubblica utilità in favore della collettività che può essere svolto presso istituzioni pubbliche, enti e organizzazioni di assistenza sociale, sanitaria e di volontariato. Il lavoro di pubblica utilità si può svolgere per un minimo di 10 giorni, anche non continuativi e non può superare le otto ore giornaliere.

Pertanto, per il caso qui trattato, una volta superata “la messa alla prova” con esito positivo e, in caso di estinzione del reato, il Prefetto deve restituire il veicolo al proprietario , così ha deciso la Corte di cassazione nell’ordinanza n. 36399/2021.

Vediamo i fatti. F.M. propone ricorso per la Cassazione della sentenza di secondo grado che, in accoglimento dell’appello proposto dalla locale Prefettura, aveva respinto le opposizioni da lui proposte avverso le ordinanze che disponevano la confisca dell’autocarro e la revoca della sua patente di guida a seguito della sentenza del G.I.P. del Tribunale, che aveva dichiarato non doversi procedere nei suoi confronti per il reato di cui all’art. 186, comma 2 lett. C e comma 2 bis codice della strada ( guida in stato di ebbrezza senza aver procurato alcun incidente) perché estinto per esito positivo della messa in prova

La Corte di Cassazione, nell’accogliere l’impugnazione, nel merito richiama quanto segue:

a) la sentenza n. 75 del 7. 4. 2020 della Corte costituzionale ha dichiarato illegittimo l’art. 224 ter, comma 6, codice della strada, nella parte in cui prevede che, in caso di estinzione del reato di guida sotto l’influenza dell’alcool per esito positivo della messa in prova, il Prefetto verifichi la sussistenza delle condizioni di legge per l’applicazione della sanzione accessoria della confisca del veicolo, anziché disporne la restituzione all’avente diritto;

b) infatti, la pronuncia estintiva del reato per esito positivo della messa in prova deve ritenersi assimilabile nella sua consistenza materiale a quella di estinzione del reato per positivo svolgimento della pena sostitutiva del lavoro di pubblica utilità, prevista dall’art. 186, comma 9, codice della strada, nella cui ipotesi la legge prevede la revoca della confisca del veicolo sequestrato.

Sa’ di “cattivo gusto” la sentenza. Tuttavia è bene sapere che la questione appena narrata si riferisce alla condizione che il tasso alcolemico misurato all’atto del controllo di polizia, al soggetto alla guida dell’auto, aveva superato i 1.5 g/l, tanto chè, oltre alla multa e alla sospensione della patente da 1 a 2 anni e arresto da 6 a 12 mesi, la legge prevede anche il sequestro preventivo del veicolo e confisca se appartiene al trasgressore. Nel caso in esame il veicolo è stato restituito, ancorchè ci sia voluta una sentenza della Cassazione, poiché il trasgressore grazie al fatto di aver svolto diligentemente “la messa alla prova” ha fruito del beneficio  dell’estinzione del reato così come ha disposto il G.I.P. con propria sentenza di non doversi procedere e quindi ha riavuto il mezzo di trasporto.

Tarallucci e vino.

 

Franco Marella

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