“Ci sarà una nuova pandemia”. Parola di AstraZeneca

Non è ancora terminata l’epidemia Covid – anzi, siamo in piena quarta fase. Facciamocene una ragione: siamo entrati nell’epoca delle pandemie, che in futuro si susseguiranno una dietro l’altra, mantenendoci in uno stato di emergenza continua. A comunicare al mondo questa notizia è stata la professoressa inglese Sarah Gilbert, docente di Vaccinologia presso lo Jenner Institute dell’Università di Oxford, un istituto di ricerca indipendente che deve il suo nome a Edward Jenner, l’inventore della vaccinazione.

Tanto per capirci, la Gilbert è stata la principale realizzatrice del vaccino AstraZeneca, un vaccino che in Italia è stato messo fuori gioco nella durissima competizione tra aziende farmaceutiche, in un modo ancora poco chiaro, ma che è attualmente il più diffuso al mondo, utilizzato in oltre 170 Paesi.

Tuttavia la scienziata è finita sotto i riflettori negli ultimi giorni per un suo discorso, che è stato trasmesso dalla Bbc, in cui ha dichiarato che il Covid sarà a breve seguito da altre epidemie, che potrebbero essere più contagiose, più gravi e più letali di quella da coronavirus. “La prossima epidemia potrebbe essere peggiore. Potrebbe essere più contagiosa, o più letale, o entrambe le cose ma la Gilbert è sicura che ci sarà un solo modo di affrontarlo: un vaccino.

Ha anche chiesto che i rapidi progressi osservati nella fornitura di vaccini e medicinali durante la pandemia diventino la norma. Inoltre, tirando apertamente l’acqua al suo mulino, ha detto che occorre finanziare lo sviluppo di un vaccino antinfluenzale universale per eliminare la minaccia dell’influenza. Potrebbe essere questo il terreno sul quale AstraZeneca andrebbe a prendersi la rivincita su Pfizer? È possibile, visto che proprio la Gilbert sembra essere in possesso di un know-how superiore a quello della concorrenza. Insomma, aspettiamoci nuove minacce, nuove paure, e successivamente nuovi vaccini presentati come la soluzione, e sempre più presentati all’opinione pubblica coma panacea contro le malattie, ridimensionando sempre più le terapie farmacologiche tradizionali.

In chiusura del suo discorso sulle epidemie che verranno, la Gilbert non ha potuto esimersi da un commento sulla variante omicron e sull’efficacia nei suoi confronti dei vaccini, in particolare il suo. E ha ammesso che i vaccini potrebbero essere meno efficaci contro la variante omicron, invitando quindi tutti, compresi i plurivaccinati, ad avere grande cautela. Insomma, due anni dopo gli esordi di Wuhan, siamo ancora di fronte alla prospettiva di chiusure e di lockdown. L’incubo Covid rimane, in attesa poi del successivo.

Verità, fantasia o interesse?

Franco Marella

 

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