Da Palermo a… Palermo

Un pareggio può dire tutto e può dire niente. Ma di sicuro un pareggio non è necessariamente uguale ad un altro: può essere l’inizio della fine oppure quello di una rinascita, o rappresentare l’inizio di un percorso entusiasmante. Ogni riferimento non va che al Bari: se l’anno scorso di questi tempi l’1-1 contro i rosanero sapeva di occasione persa (con il giocattolo messo su da Auteri destinato a rompersi), adesso lo 0-0 del Barbera, peraltro maturato con 50 minuti disputati in 10 uomini, dà ulteriore consapevolezze al Bari.

Quella di essere una squadra forte, di non cedere mai davanti alle difficoltà e di poter sempre far male e creare grattacapi alle sue avversarie. In un anno sulla sponda biancorossa è cambiato tutto, dalla guida tecnica, ai giocatori, ai risultati. Al mondo in cui essi arrivano, dall’idea di gioco che viene proposta, dallo spirito collettivo. Perché i 41 punti attuali ed i 7 punti di margine dal Monopoli (e ancora più ampi rispetto a compagini come lo stesso Palermo, Turris, Avellino o Catanzaro) non sono un caso ma figli di un lavoro condotto con oculatezza: meno spese folli a questo giro, con maggior occhio di riguardo al budget. Ma con la capacità di saper gestire bene le fasi del mercato e quali occasioni da cogliere. Mignani sin qui sta riuscendo anche a gestire bene il materiale a disposizione.

Il prossimo scoglio da superare? Il mercato, perché ora sarà il tempo di offrire garanzie a chi ha giocato meno, facendo rientrare quel malcontento che in gente come Simeri non deve capitare: sarà necessario anche il suo supporto per ritrovare finalmente la B. Eliminando però, allo stesso tempo, quei rami secchi che ormai da tempo non fanno più parte del progetto biancorosso.

Il Bari è una squadra che c’è, una squadra che vale. Col Potenza bisogna ora chiudere il 2021 in bellezza, nella speranza che il 2022 sia all’insegna della costanza. Con una ulteriore arma in più: la possibilità di rimettersi in sesto anche sul piano della preparazione fisica. I buoni risultati ottenuti hanno forse fatto dimenticare come il Bari non abbia fatto una preparazione atletica pre campionato, recuperando poi fortunatamente a stagione in corso. I biancorossi devono fare, mai come quest’anno, la corsa soltanto su loro stessi.

DOMENICO BRANDONISIO

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