Cassazione. Furto notturno: quando scatta l’aggravante della minorata difesa.

Ma cos’è la minorata difesa? La faccio facile con questi esempi.

Gli esempi di minorata difesa sono davvero tanti. Si pensi al ladro che approfitta di un anziano per sottrargli il portafogli oppure per raggirarlo; al furto commesso ai danni di persona che, a causa di un malore, è svenuta; al truffatore che si avvantaggia della disabilità della vittima; all’anziano (ma anche al giovane) che dorme profondamente nel proprio letto e si sveglia di soprassalto.

Poi che significa ostacolo alla pubblica o privata difesa? La faccio facile anche qui.

Significa che il malcapitato anche se si accorgesse della presenza del ladro o capisse cosa gli stia accadendo  non è ne in grado di essere celere ad avvertire le forze di polizia ne di difendersi da solo.

Quindi immaginate quant’è odioso quel malvivente che ruba di notte in casa di un persona disabile che ha la necessità di muoversi in carrozzella. Già sarebbe difficile per una persona normododata di agire con urgenza figurarsi chi ha anche delle proprie difficoltà.

Quindi le Sezioni Unite della Cassazione sulla minorata difesa e il furto notturno hanno chiarito e classificato meglio il concetto dell’aggravante qualora c’è il solo ostacolo alla pubblica e privata difesa.

La minorata difesa, infatti, costituisce una circostanza aggravante di natura oggettiva e, quindi, deve ritenersi integrata solamente in presenza di condizioni che abbiano concretamente agevolato il compimento dell’azione criminosa.

La circostanza aggravante comune, denominata “minorata difesa” è contenuta al comma 5 dell’art 61 codice penale .Tale aggravante si configura allorquando il reo abbia commesso il reato approfittando di una situazione di debolezza del soggetto passivo, debolezza causata da situazioni legale al tempo, al luogo o alla condizione della vittima stessa, tali da ostacolare la difesa pubblica o privata e dei quali il soggetto attivo ha approfittato.

Secondo un primo orientamento interpretativo escludeva che il tempo notturno poteva, di per sé, configurare l’aggravante sit e simpliciter. Ordunque con sentenza n. 40275/2021, le Sezioni Unite della Corte di Cassazione hanno affermato i seguenti principi di diritto:

– «il giudice, ai fini dell’integrazione della circostanza aggravante della c. d. “minorata difesa”, prevista dall’art. 61, primo comma, n. 5, cod. pen., deve accertate alla stregua di concreti e concludenti elementi di fatto (prove) la particolare situazione di vulnerabilità – oggetto di profittamento – in cui versava il malcapitato, essendo necessaria, ma non sufficiente, l’idoneità a favorire la commissione del reato»;

– «la commissione del reato “in tempo di notte” può configurare la circostanza aggravante in esame, sempre che sia raggiunta la prova che la pubblica o privata difesa ne siano rimaste in concreto ostacolate e che non ricorrano circostanze ulteriori, di natura diversa, idonee a neutralizzare il predetto effetto».

Avviso ai signori ladri, convertitevi al lavoro onesto e soprattutto lasciate in pace che non può difendersi dalle vostre vigliaccate.

Franco Marella

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