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Visto per voi: “Only a child”

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In occasione del Cineforum organizzato dai nostri docenti in collaborazione con Il Nuovo Fantarca, abbiamo assistito alla proiezione di un cortometraggio molto interessante e suggestivo. Il film è stato realizzato nel 2020 in Svizzera dal regista Simone Giampaolo con l’utilizzo di diverse tecniche di animazione e s’intitola Only a child.

Questo cortometraggio è ispirato al discorso tenuto dalla dodicenne studentessa canadese Severn Cullis-Suzuki, fondatrice dell’Environmental Children’s Organization, nel 1992 al Summit delle Nazioni Unite di Rio de Janeiro.

La voce narrante della ragazzina canadese rimane in sottofondo per tutto il film, mentre una serie di animazioni, forme, colori prendono vita man mano che il discorso si svolge e ne illustrano i contenuti.

La giovane ambientalista rivolge un doloroso, ma deciso appello ai rappresentanti delle Nazioni Unite per invitarli a salvare le diverse forme di vita che popolano la Terra. La sua voce è diventata il grido d’allarme delle nuove generazioni, preoccupate dalle condizioni sempre più inquietanti del nostro pianeta.

Severn Cullis-Suzuki parte dalla considerazione che siamo tutti membri della stessa famiglia e che è necessario condividere gli stessi obiettivi per avere successo nel tentativo di salvaguardare il pianeta. Sottolinea come sia necessario eliminare le disuguaglianze tra i paesi ricchi e i paesi poveri e tra le diverse classi sociali all’interno di ciascun paese. Dichiara che occorre imparare a condividere le risorse del pianeta, di cui godono solo gli individui più fortunati, nati e cresciuti al riparo dalla povertà, dalla fame e dalle guerre. Afferma che bisogna destinare le risorse economiche non agli armamenti e alle guerre, ma a migliorare le condizioni di vita di tutti. Severn si chiede come mai a scuola ci vengano insegnati il rispetto dei nostri simili e la difesa di tutti gli esseri viventi se poi questi insegnamenti non vengono messi in pratica dagli adulti e da chi ci governa.

Lo sfruttamento intensivo delle risorse della Terra a vantaggio di pochi sta causando l’estinzione delle specie animali e terribili cambiamenti climatici.

Questo cortometraggio è ricco di significati e ci sono almeno due frasi che mi hanno colpito.

La prima è quella in cui la voce narrante si rivolge agli adulti con un grido disperato: “Please, make your actions reflect your words”. Li invita, cioè, a far corrispondere le azioni alle parole, a fare concretamente qualcosa per salvare il pianeta, prima che sia troppo tardi.

La seconda frase che per me ha un importante significato è: “Eppure ci comportiamo come se avessimo tutto il tempo e tutte le soluzioni”.  Perché noi pensiamo di avere tutto il tempo del mondo per salvare il pianeta, ma non è vero. Anche oggi la situazione è grave e dobbiamo correre ai ripari se vogliamo salvare noi stessi e le specie viventi.

Ho provato molte emozioni, nel vedere questo cortometraggio: tristezza, paura, ansia, meraviglia… e consiglierei a tutti di vederlo per comprendere cosa ci aspetta se non riusciamo a salvare la nostra “casa comune”.

Sono passati quasi trent’anni da quando fu pronunciato questo discorso che “zittì il mondo per 6 minuti”, ma noto con dispiacere e preoccupazione che purtroppo le cose non sono molto cambiate (anche se alcuni passi verso la Terra sono stati compiuti) e stiamo assistendo ad una accelerata estinzione di numerose forme di vita sul nostro pianeta.

Tuttavia, io ho una grande speranza: che la nostra generazione, che sta crescendo con una sensibilità maggiore verso le questioni ambientali, possa far sentire forte la propria voce e riuscire a far sviluppare un’economia più sostenibile e più giusta, per salvaguardare la Terra e tutti i suoi abitanti.

Sono sicuro che, se saremo uniti, riusciremo a raggiungere questi obiettivi e avremo un futuro migliore.

Nicholas Falco, 1^D scuola sec. I grado I. C. Mazzini-Modugno, Bari (con il contributo di Asia Tomasicchio) 

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