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Pratiche di solidarietà a scuola: le adozioni a distanza

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È partito tutto dal progetto “Scuola Amica”, ci fa sapere l’insegnante del 2° circolo didattico “San Francesco D’assisi”, M. R. Digregorio che abbiamo interpellato per saperne di più sulle adozioni a distanza “La nostra Scuola ogni anno invia contributi in alcune località del mondo per sostenere situazioni particolari di povertà e in particolare il percorso scolastico di alcuni bambini, dai 6 ai 14 anni, fino a quando essi necessiteranno di aiuto. I fondi destinati alle varie azioni di solidarietà che la scuola sostiene, arrivano dai mercatini scolastici natalizi e di fine anno, da azioni scelte a inizio anno da ogni classe. Si sa che i soldi arrivano a destinazione perché si affidano a ONLUS serie come ACTIONAID, CIAI, U.N.I.C.E.F., MEDICI SENZA FRONTIERE, e anche perché a fine anno scolastico, arriva alla Dirigente della scuola una lettera con il percorso didattico di ogni bambino adottato e il resoconto di cosa si è fatto con quei soldi; però si basa tutto sulla fiducia.

Le organizzazioni che si occupano di Adozione a Distanza inviano i fondi raccolti nei Paesi del mondo più poveri, dove c’è più necessità, dove la scuola non è un diritto per tutti e studiare è un lusso.

Intorno all’adozione a distanza ruotano le azioni di Dirigente, insegnanti e famiglie, ma il compito più importante viene svolto dai bambini perché il progetto li rende protagonisti di un’azione solidale verso un altro bambino per donargli aiuto.

“Il progetto “Adozioni a Distanza” è nato con “Scuola Amica” nell’anno scolastico 2011-2012, quando nel collegio dei docenti venne approvato, e da allora, ogni anno, si stipula un protocollo contenente sei passi da raggiungere. Esso si basa sulla conoscenza della Carta dei diritti dei bambini e delle bambine e sulla scelta di azioni solidali per garantire loro i diritti violati.”

“Scuola Amica” è un progetto nazionale che ha l’obiettivo di far conoscere la CONVENZIONE SUI DIRITTI DELL’INFANZIA E DELLA ADOLESCENZA e di migliorare l’accoglienza e l’inclusione al fine di favorire la partecipazione attiva dei bambini e degli adolescenti.

Quando aiutiamo i bambini meno fortunati di noi dobbiamo avere la consapevolezza che la scuola dovrebbe essere un diritto per tutti. Studiare, essere accoglienti, essere solidali verso gli altri, non escludere nessuno, essere rispettosi delle nostre diversità: ecco cosa ci ha insegnato la nostra Scuola.

Redazione della 5^F (Adriano, Anita, Gilda, Giuseppe T., Giuseppe D., Tommaso, Nicolò), 2° CD “S. Francesco d’Assisi”, Santeramo in Colle

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