Il Rotary Molfetta ricorda i 100 anni del Milite Ignoto

Lavorare sulla memoria significa estendere i confini e costruire sulla storia le basi del futuro. È necessario comprendere che – cercare nel passato la spiegazione e le radici quanto le cause remote o vicine dell’evoluzione e degli eventi di oggi – è l’unico strumento per tentare di orientarci e di comprendere quello che ci circonda. Solo così, non facendo cadere la memoria nel sonno perpetuo saremo come “nani sulle spalle dei giganti”.
I giganti sono le nostre storie passate, i nani siamo noi che – con la vista assai debole – possiamo con il loro aiuto andare al di là della memoria e dell’oblio. (…)
Ad aprire la serata – come di consueto – è stato il presidente del Rotary Club di Molfetta, Felice de Sanctis che dopo i saluti di rito, ha introdotto l’argomento della tavola rotonda spiegando quanto onorare la ricorrenza del centenario della traslazione del Milite Ignoto nel Sacello dell’Altare della Patria significhi ricordare i caduti italiani di tutte le guerre nonché i 600mila soldati italiani morti durante la Prima Guerra Mondiale. Senz’altro una delle pagine più tristi della nostra storia, l’elaborazione di un lutto di massa come di massa è stata la morte. Ma anche una ricorrenza importante, simbolo dell’unità nazionale.
La parola è passata poi all’avv. Angelo Maria Gadaleta – socio del Club e delegato del Sacro e Militare Ordine dei Santi Maurizio e Lazzaro della Real Casa Savoia – che ha tenuto una vera e propria lectio sul tema. Raccontando aneddoti poco conosciuti ai più e con dovizia di particolari è riuscito a catalizzare l’attenzione massima dei presenti.

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