Manovra 2022, licenziamenti bloccati. Interessate diverse aziende del barese.

Tutele sempre più stringenti in favore dei lavoratori e contro la delocalizzazione . Passa l’emendamento che prevede nuove disposizioni in materia di cessazione dell’attività produttiva.

Approvato nella Legge di Bilancio 2022 l’emendamento che contiene nuove disposizioni in materia di cessazione dell’attività produttiva. L’obiettivo è salvaguardare il tessuto occupazionale e produttivo. Per questo motivo sono bloccati fino ad aprile 2022 i licenziamenti nelle grandi imprese.

Ma la norma salva licenziamenti, a chi è destinata?

Le norme contro le delocalizzazioni riguarderanno le imprese con almeno 250 dipendenti. I datori che vorranno procedere alla chiusura della sede, con licenziamenti minimi di 50 dipendenti, saranno obbligati a comunicare la decisione in forma scritta ai Sindacati, al Ministero del lavoro a quello per lo Sviluppo Economico, alla Regione e all’Anpal almeno 90 giorni prima.

La comunicazione inerente la riduzione del personale va trasmessa per iscritto non solo ai diretti interessati ma anche alle rappresentanze sindacali aziendali o unitarie, alle sedi territoriali delle associazioni sindacali di categoria più rappresentative a livello nazionale, alle Regioni interessate, all’Anpal e ai ministeri del Lavoro e dello Sviluppo economico. L’obbligo scatta quando l’imprenditore intende «procedere alla chiusura di una sede, filiale, ufficio, stabilimento o reparto autonomo situato nel territorio nazionale, con cessazione definitiva della relativa attività con licenziamento di un numero di lavoratori non inferiore a 50»

La comunicazione dovrà, obbligatoriamente contenere: le ragioni economiche, finanziarie, tecniche e organizzative dei licenziamenti; il numero ed i profili dei dipendenti interessati dalla riduzione dell’organico o dalla chiusura dello stabilimento; il termine entro il quale è prevista la cessazione dell’attività.

Entro 60 giorni dalla data della comunicazione, l’azienda dovrà redigere ed inviare agli stessi un piano con le misure necessarie a contenere le ricadute occupazionali ed economiche che comporta la chiusura. Il dossier dovrà essere discusso nei successivi 30 giorni.

Il punto cruciale resta ovviamente il massimo profitto. La delocalizzazione “profittevole” non è una esigenza per contenere i costi ma per aumentare i profitti e chi ne fa le spese sono i lavoratori, la famiglie e tutto l’indotto.

Franco Marella

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