Fisco tenaglia: Estratti di ruolo non più impugnabili.

Intanto cos’è l’estratto di ruolo? E’ un documento interno che l’Agenzia delle Entrate-Riscossione rilascia al contribuente, a richiesta di quest’ultimo, e da cui risulta l’elenco di tutte le cartelle presuntivamente notificate.

Pertanto, dalla verifica sull’estratto conto, se si riscontra la presenza di una o più cartelle esattoriali che, in realtà, che non sono mai stati notificati è possibile proporre ricorso contro quelle posizioni debitorie incluse nell’estratto del ruolo stesso. Ma chiariamo: non è un ricorso contro l’estratto di ruolo.

Inoltre, è bene chiarire che se il contribuente dovesse accorgersi dall’estratto di ruolo della presenza di cartelle cadute in prescrizione, non potrebbe presentare opposizione al fine della cancellazione delle stesse, ma dovrà attendere l’eventuale  atto dell’Agente della Riscossione che abbia come presupposto proprio il debito prescritto, per poi fare ricorso contro quest’ultimo.

Ma non finisce qui. “L’art. 3 bis del decreto cd. “Fisco-Lavoro” stabilisce “l’inammissibilità dell’impugnazione degli estratti di ruolo” e circoscrive “i casi di diretta impugnazione del ruolo e della cartella di pagamento che si assume invalidamente notificata”, nonostante la Cassazione a sezioni unite n. 19704/2015 abbia ritenuto “ammissibile l’impugnazione della cartella (e/o del ruolo) che non sia stata (validamente) notificata e della quale il contribuente sia venuto a conoscenza attraverso l’estratto di ruolo rilasciato su sua richiesta dal concessionario”. Concetto confermato anche dall’ordinanza della Cassazione n. 27860 del 12 ottobre 2021, che ha avuto il pregio di precisare che “benché l’estratto di ruolo non sia atto autonomamente impugnabile, in quanto documento interno all’amministrazione, il contribuente debitore può far valere immediatamente le sue ragioni avverso la cartella di pagamento, della cui esistenza sia venuto a conoscenza solo attraverso un estratto di ruolo rilasciato dal concessionario per la riscossione, a prescindere dalla notificazione della cartella congiuntamente all’estratto di ruolo, se il contribuente alleghi di non aver mai avuto conoscenza, in precedenza, di questa per un vizio di notifica.”

La norna in questione consente comunque il ricorso avverso le cartelle esattoriali irritualmente notificate elencate nell’estratto di ruolo, specificatamente ai sensi del 2° comma del nuovo articolo 3 bis del decreto fiscale, e chiarisce  che: “il ruolo e la cartella di pagamento che si assume invalidamente notificata sono suscettibili di diretta impugnazione nei soli casi in cui il debitore che agisce in giudizio dimostri che dalla iscrizione a ruolo possa derivargli un pregiudizio:

  • per la partecipazione a una procedura di appalto (80, comma 4, del Dlgv 18 aprile 2016, n. 50);
  • per la riscossione di somme allo stesso dovute dai soggetti pubblici previa verifica di questi ultimi dell’adempimento all’obbligo di versamento derivante dalla notifica di una o più cartelle di pagamento per un ammontare complessivo superiore a cinquemila euro (art. 48-bis del DPR del 29 settembre 1973, n. 602);
  • per la perdita di un beneficio nei rapporti con una pubblica amministrazione.”

A ben vedere pare un provvedimento che va contro la carta del contribuente poiché trancia di netto un diritto ben consolidato. Di pari avviso è stata la dura presa di posizione dell’AIGA   ritenendo la “non impugnabilità dell’estratto di ruolo” fortemente lesivo del diritto di difesa dei cittadini e non risolutivo del tema annoso della correttezza delle procedure di notifica dei carichi dell’Agente della Riscossione.

Franco Marella

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