Gravina di Puglia. Futuro deposito scorie nucleari? Presa di posizione del sindaco Valente

Gravina di Puglia potrebbe essere la sede del deposito Nazionale Stoccaggio rifiuti nucleari,  lo si evince  dal comunicato della Sogin SpA, la società di Stato incaricata della gestione dei rifiuti radioattivi, che  ha pubblicato la Cnapi, la Carta Nazionale delle Aree Potenzialmente Idonee a ospitare il Deposito Nazionale e Parco Tecnologico. Ma questo già era noto.

Ciò che invece desta serie preoccupazioni è l’arrivo del 2025 che coinciderà con il rientro in Italia dei rifiuti e delle scorie nucleari che per la nostra nazione ha spedito in Francia e Gran Bretagna, dove sono state sottoposte a riprocessamento. Per allora, Roma deve dotarsi di un deposito nazionale adatto ad ospitare tutto il materiale radioattivo.

Evidentemente a Gravina di Puglia gli animi si stanno surriscaldando visto il poco a tempo a disposizione per individuare le aree di stoccaggio. E non vorremmo che come al solito, visto i tempi, anziché stabilire un percorso condiviso con la consultazione pubblica, dove realizzare gli impianti, ci arrivi inaspettata la mazzata.

Per questo motivo pubblichiamo integralmente la presa di posizione del sindaco di Gravina, Alesio Valente, sperando che il suo interloquire non sia un saggio in politichese ma una dura presa di posizione.

Valente dichiara: «Diffondere comunicati nel cui titolo si afferma, falsamente, che il deposito di scorie nucleari sia sempre più vicino alla città non mi sembra un buon servizio alla comunità e, ancor più, alla verità».

Lo dice il sindaco di Gravina in Puglia, Alesio Valente, commentando la nota a firma del Comitato di Consultazione in ordine allo stato delle procedure per l’individuazione del deposito unico nazionale di scorie di scorie nucleari. «Di fronte ad eventualità sciagurata e deleteria – sottolinea Valente – sin dall’inizio abbiamo privilegiato l’unità di intenti e la sinergia quali risposte necessarie. Siamo stati tra i promotori della Cabina di regia e della mobilitazione istituzionale e politica dei territori interessati, presentando nei termini di legge e nelle sedi adeguate osservazioni e censure di merito e di forma. Tutto questo abbiamo fatto ricercando sempre il dialogo ed il confronto con la comunità e le sue espressioni, tra le quali anche il Comitato. Per questo non comprendiamo il motivo di illazioni che non solo non hanno alcun fondamento, ma che poi vengono utilizzate sui social per insinuare che l’amministrazione comunale sia inerte o, ancor peggio, complice e pronta a svendere Gravina per realizzare qui il deposito». Aggiunge Valente: «Abbiamo fatto e continueremo a fare la nostra parte, con determinazione e trasparenza. Ci auguriamo che tutti facciano altrettanto. Sarebbe deludente dover constatare che anche su questioni serie e delicate come queste si scelgano la divisione e la strumentalizzazione, magari in prospettiva elettoralistica: a pagarne il prezzo più alto sarebbe Gravina». In coda, un appello: «Non smarriamo le ragioni che ci hanno portato a camminare insieme. La nostra mano è sempre tesa, e sempre piena è la disponibilità ad intraprendere ogni iniziativa ritenuta utile ed opportuna. Confidiamo che ci siano analoga volontà e, nella chiarezza, senso di responsabilità».

Franco Marella

 

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