Ombre e luci del settore lavoro. Bilancio CGIL Bari

Mercoledì 29 dicembre a Bari si è tenuta la Conferenza stampa di fine anno di CGIL Bari, una occasione per tracciare un bilancio di fine anno e fissare gli obiettivi futuri.

“Riparte il lavoro e l’attività economica registra una moderata ripresa nei primi 9 mesi del 2021. Tra attivazioni e cessazioni di contratti di lavoro si registra un saldo positivo di circa 85 mila unità. MA Si tratta prevalentemente di contratti a termine.

Resta profonda la differenza di genere sia in termini salariali che dal punto di vista del riconoscimento delle qualifiche e delle competenze

I salari nella provincia di Bari sono, in generale, più bassi rispetto alla media nazionale e la forbice è più ampia per i lavoratori con laurea che guadagnano rispetto ai laureati italiani ancora meno.

Per reagire a questa consapevolezza sarà importante rilanciare l’attività del “Tavolo di Monitoraggio e Rilancio della Strategia industrale” combattendo il rischio di perdita di posti di lavoro puntando su tre assi fondamentali che ci derivano dal Pnrr: transizione digitale, ambientale ed energetica.

Noi ci aggiungiamo un quarto asse fondamentale che è la Transizione sociale: dobbiamo fare in modo che, a fronte di tali processi di trasformazione , i cittadini non vedano nella digitalizzazione e l’informatizzazione di opportunità e servizi una causa di disuguaglianza. Pensiamo alla dad.

Nell’area metropolitana barese ci siamo dotati di un ulteriore strumento rappresentato dal manifesto aperto dei sindaci, “Grande Obiettivo Comuni” che ha la finalità di rendere protagonisti le singole amministrazioni anche sul piano della difesa della legalità e dei diritti del lavoro.

Anche scala nazionale abbiamo attivato un processo che mira a valorizzare giovani talenti che progettano il futuro della città attraverso un confronto continuo e partecipato con i cittadini”.

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