Filippo Favia: diffondo la lingua barese con le mie poesie

Da molti anni si interroga se definirsi elettronico informatico con la passione della poesia, o poeta con la grande passione per l’elettronica informatica. L’eclettico Filippo Favia classe 1961, ha coniato il neologismo “poet-tronico” per qualificarsi.

Appasionato di musica, scrittura e spettacolo si divide tra le sue passioni caratterizzandole con il grande amore per la propria terra natale Santo Spirito.
Negli anni settanta recita in vernacolo a teatro e in tv, alternando la conduzione di eventi e spettacoli in piazza, e negli stessi anni scrive poesie sempre in vernacolo partecipando a diversi concorsi di poesia in cui vince importanti premi e riconoscimenti a livello locale e nazionale.

Nel 2018 decide di riprendere a scrivere poesie in lingua barese. Lingua barese dunque e non dialetto o vernacolo. La sua è un’intenzione precisa, valorizzare e diffondere la storia legata alle origini preservando le espressioni, le cadenze, gli accenti e le tradizioni locali, sempre più dimenticate dalla società multi-etnica che favorisce l’inserimento di slang o termini inglesi di valenza universale nella società.

Nel 2019 pubblica il suo primo libro di poesie “Spine de Rizze” (Spina di Riccio), e a novembre dell’anno successivo “Na Ceclatère de Pausì” (Una Caffettiera di Poesia”) con cui vince il Premio Dialetto a Serravezza (LU).

La svolta arriva nel 2021 con il nuovo libro scritto in rime e terzine, e qualche “insert” di volgare fiorentino “La Chemmèdie – Sande Spirde: u Paravìse perdute” (La Commedia – Santo Spirito: il Paradiso perduto).
L’autore descrive in 420 pagine, un’immaginaria passeggiata ambientata alla fine degli anni “60 tra le strade di Santo Spirito, proponendosi come Virgilio a Dante Alighieri, appositamente da lui svegliato dal suo sonno eterno, per mostrargli quel borgo marinaro “Paradisiaco”, ormai perduto.

Nell’opera Filippo cita e contestualizza circa 350 personaggi dell’epoca, realmente esistiti o ancora in vita con i loro rispettivi soprannomi, raccontando abitudini e tradizioni locali.

Tutti i libri riportano pedissequamente la traduzione in Italiano, per permettere quindi a chiunque di comprenderne il significato.

Dopo il successo delle prime tre opere, Favia è attualmente impegnato con nuovo libro “Cicì Cocò” la cui pubblicazione è prevista nei prossimi mesi.

VINCENZO DE MARINO

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