Alberobello, la solidarietà degli ambulanti del mercato ai già comandanti della Polizia Municipale

 Continua a far clamore mediatico il post pubblicato sui profili Facebook di Antonio Cito e Beppe Rutigliano, già Comandanti del Corpo di Polizia Locale di Alberobello, i quali proprio attraverso i social hanno comunicato la loro assenza in occasione della Festa di San Sebastiano, declinando l’invito dei colleghi.

“Una decisione – scrivono i due – per protestare pubblicamente verso taluni che avrebbero consentito con la propria inerzia amministrativa, il depauperamento delle risorse umane impiegate nel Comando, riducendo la struttura da Corpo a servizio, in spregio al prestigio internazionale del Comune di Alberobello”.

Ulteriori riflessioni ed il rammarico nell’assistere addirittura all’umiliazione per i cittadini di trovare la porta del comando chiusa per diverse mattine e diversi pomeriggi, ad Alberobello.

Ai tantissimi messaggi di solidarietà e di sostegno alle esternazioni dei due già Comandanti della P.L. si uniscono quelli, pubblici, degli Ambulanti che da due anni ormai non operano nel mercato settimanale del giovedì o comunque sono stati penalizzati dal trasferimento di quel mercato dal cuore della città, Largo Martellotta e Piazza del Popolo, all’estrema periferia, nella campagna alberobellese in C.da Popoleto, con tutte le conseguenze negative note.

Una voce altissima quella degli Ambulanti che si ritrovano esattamente nelle parole amare espresse da Cito e Rutigliano e, attraverso il Rappresentante di Categoria Savino Montaruli, dichiarano: “quella sciatteria istituzionale, quel senso di distacco, di freddezza anche umana ci ha sconvolti in questi due anni. Ci siamo sentiti trattati da bestie da un’Amministrazione comunale che non si è mai degnata di compenetrarsi minimamente nel grandissimo dolore procurato a noi ed alle nostre famiglie, alle nostre imprese. Un martirio, un continuo e progressivo stillicidio che ci ha portati alla disperazione. Vedere i nostri sacrifici, tramandati di padre in figlio, svanire nel nulla con l’umiliazione di essere stati trattati come cartoni di banane è deplorevole e vergognoso. Tutto questo è accaduto ad Alberobello ed il fatto che sia accaduto nella straordinaria Città dei Trulli è un’aggravante di cui nessuno se ne rende ancora conto. A quell’indifferenza, a quel distacco istituzionale si sono unite tante altre indifferenze, anche quelle di chi a parole afferma di difendere i diritti delle piccole imprese, beneficiano di prebende pubbliche nel nome di quella difesa inesistente o addirittura dannosa. Capiamo, capiamo perfettamente il sentimento espresso da Antonio Cito e da Beppe Rutigliano ma quelle parole di dolore non possono non avere un seguito ed il seguito devono averlo nella sollecitazione delle coscienze spente, addormentate, annientate da una consapevolezza che le cose non si possano cambiare. Invece no, devono cambiare e il cambiamento non passa attraverso la sostituzione dell’Uomo al Comando ma di tutto un “sistema” che evidentemente ruota attorno e che nasconde al suo interno compiacenze occulte e celate che contribuiscono a quel senso di rassegnazione che va (ri)svegliato e trasformato in sana ribellione democratica e costituzionale, per il bene comune. Ciò va fatto per il bene di Alberobello e degli Alberobellesi che non sono mucche da mungere né burattini al servizio di chi meglio sa manovrare e muovere i fili”. 

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