Cobar riceve il premio Nsa-Economy Award “Legalità e Profitto”

– Etica e legalità nel mondo economico al
centro del dibattito alla cerimonia dell’Economy-Nsa Award “Legalità e
Profitto” al Senato della Repubblica il viceministro allo Sviluppo Economico
Gilberto Pichetto Fratin rilancia l’impegno del Mise e del Cnalcis contro
speculazioni e corruzione. E avverte: «Il livello di penetrazione delle
organizzazioni criminali nel tessuto produttivo può aumentare, soprattutto in
quei settori in cui la perfomance economica è diminuita in maniera più
sostanziale».

 

– Il presidente dell’Autorità Nazionale
Anticorruzione Giuseppe Busia: «Stiamo lavorando in sede europea a una
fotografia più realistica e oggettiva dell’indice di corruzione. Dobbiamo
creare regole che premino le imprese migliori. La parola chiave è
“qualificazione”».

 

– Il direttore del Rating di Legalità
dell’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato, Ombretta Main: «Il
Rating di legalità può dare vantaggi economici sul fronte dei finanziamenti
pubblici, delle gare pubbliche e dell’accesso al credito».

 

– L’etica prêt-à-porter degli italiani
fotografata dall’indagine*  “Il profitto
dell’onestà” condotta da Gpf Inspiring Research

 

Roma, 7 aprile 2022 – Quanto è importante la legalità per le imprese? È anche un vantaggio o
solamente un obbligo? Come potenziarla? Il tema è stato al centro del dibattito
in occasione della cerimonia di consegna dell’Economy-Nsa Award “Legalità e
Profitto” il riconoscimento che Economy Group – società editrice della
testata Economy – ha ideato e organizzato, in collaborazione con Nsa,
società leader nella mediazione creditizia, e Rsm società di revisione e
organizzazione contabile
, analizzando i bilanci delle aziende italiane
comprese nel registro pubblico del Rating di Legalità, e dunque distintesi per
l’adesione scrupolosa alla normativa vigente. La cerimonia di premiazione delle
prime 100  imprese italiane “oneste e
vincenti” che si sono sapute distinguere sia per la solidità economica che per
la correttezza e l’osservanza delle regole, con il patrocinio del Senato della
repubblica, si è tenuta questa mattina nella Sala Capitolare presso il Chiostro
di Santa Maria sopra Minerva a Roma, alla presenza del  viceministro allo Sviluppo Economico Gilberto
Pichetto Fratin, del presidente dell’Autorità Nazionale Anticorruzione Giuseppe
Busia, del direttore del Rating di Legalità dell’Autorità Garante della
Concorrenza e del Mercato Ombretta Main e di personalità di spicco del mondo
dell’industria e della finanza.

 

 

L’iniziativa

«In Italia abbiamo vissuto stagioni di
discrasia e distonia tra impresa e società», ha esordito il direttore di
Economy Sergio Luciano
. «Abbiamo pensato fosse giusto incrociare la prova
di trasparenza che l’azienda affronta richiedendo il rating di legalità con
l’andamento economico che questa azienda presenta certificando il bilancio. Le
aziende che hanno il rating sono 10 mila, tutte meritevoli, perché essere
legali paga. Noi abbiamo estratto le prime 100 imprese con la migliore qualità
di bilancio». A supportare Economy nell’analisi dei bilanci, Rsm ed Nsa.

 

«Per Rsm è stato immediato aderire al progetto
di un premio basato su parametri oggettivi e non discrezionali per fare
emergere l’impegno delle imprese italiane non solo dal punto economico, ma
anche della legalità», ha sottolineato l’amministratore delegato di Rsm
Giuseppe Caroccia
. «Rsm è un’organizzazione internazionale specializzata
nella revisione contabile e nella consulenza, condivide sani valori con oltre
51 mila persone in 123 Paesi. Valori come integrità, rispetto, eccellenza, sono
principi che applichiamo ogni giorno con i nostri clienti, con le nostre
persone, in tutti i contesti in cui operiamo».

 

«Noi incontriamo più o meno 25 mila Pmi all’anno,
cerchiamo di interpretare le loro esigenze e di aiutarle ad ottenere
finanziamenti e a oggi abbiamo concluso circa 50 mila operazioni tutte
garantite dal Fondo di garanzia per più di 8 miliardi di euro», ha aggiunto il
presidente di Nsa Gaetano Stio
. «Analizziamo 850 mila bilanci l’anno e i
controlli che seguiamo sono tutti controlli di legalità». E  anche i social, per Nsa, diventano sede di
reputazione creditizia: «L’atteggiamento sui social dice molto dell’approccio
dell’azienda e dei suoi vertici nei confronti della legalità. Non ha valore di
merito creditizio, ovviamente, ma rappresenta un buon indice del comportamento
dell’azienda».

 

Ad aprire la cerimonia, la senatrice  Paola Binetti, che ha ricordato come
«l’approccio calvinista identificasse la benedizione degli affari come segno di
connessione profonda tra uomo e Dio. Essere onesti conviene», detto. «Vorremmo
che la spinta alla legalità non fosse solo il rispetto della norma, ma
l’adesione a quei valori che la norma rappresenta».

La senatrice Binetti ha poi letto il saluto
del  Presidente del Senato Maria
Elisabetta Casellati
: «L’onestà paga sempre, e non soltanto sul piano
morale, ma anche su quello professionale e imprenditoriale. Come presidente del
Senato della Repubblica sono particolarmente lieta che la nostra istituzione
oggi ospiti e celebri queste aziende e questi imprenditori “Alfieri
dell’onestà e del saper fare italiano”».

 

La legalità crea valore economico

 

A moderare la tavola rotonda, il
caporedattore di Economymagazine.it Francesco Condoluci
, già capo ufficio
stampa del presidente del Senato Maria Elisabetta Casellati: «”La
disperazione più grande che possa impadronirsi di una società è il dubbio che
essere onesti sia inutile”, scriveva Corrado Alvaro. Certo, chi fa impresa
in questo Paese non si muove certo nelle condizioni ideali», ha sottolineato.
«Possiamo dire che l’onesta sia ancora un valore, o piuttosto rappresenta un
freno per le imprese?».

 

«L’onestà è innanzitutto un dovere per
l’impresa ed è indicativa del fatto che è sana e crea valore», ha sottolineato il
direttore del Rating di Legalità dell’Autorità Garante della Concorrenza e del
Mercato, Ombretta Main
. «Il Rating di legalità che l’Autorità Garante della
Concorrenza e del Mercato rilascia alle aziende che hanno i requisiti per
ottenerlo è un riconoscimento con cui si attesta che l’impresa non ha violato
norme giuridiche penali o amministrative e può dare vantaggi economici sul
fronte dei finanziamenti pubblici, delle gare pubbliche e dell’accesso al
credito. Il Rating di legalità è a costo zero per le imprese e per richiederlo
basta compilare un modulo sul sito dell’Autorità Antitrust (www.agcm.it).
Sempre più aziende lo richiedono: basti pensare che sono nel 2021 sono state
attribuite e rinnovate in totale quasi 5.000 certificazioni, circa il 13% in
più rispetto al 2020. Attualmente le imprese titolari di Rating, inserite in un
elenco pubblicato sul sito dell’Autorità Antitrust, sono oltre 9.500».

 

«Il rating di legalità è particolarmente utile
e quanto mai attuale nel contesto attuale, che vive ancora i postumi della
grave crisi pandemica degli ultimi due anni e a cui si sono aggiunte le
tensioni geopolitiche internazionali scaturite dal conflitto nell’Europa
orientale», ha aggiunto il viceministro allo Sviluppo Economico Gilberto
Pichetto Fratin
. «In un contesto economicamente sfavorevole, infatti il
livello di penetrazione delle organizzazioni criminali nel tessuto produttivo
può aumentare, soprattutto in quei settori in cui la perfomance economica è
diminuita in maniera più sostanziale. Sappiamo quanto l’infiltrazione illegale
può avvenire principalmente tramite il finanziamento e/o l’acquisizione della
proprietà delle imprese – sfruttandone la vulnerabilità economico-finanziaria –
e relativamente meno attraverso strumenti coercitivi (come intimidazioni o
estorsioni). Per questo è ancora necessario far capire al mondo imprenditoriale
che il Rating non è un castigo, non porta con sé indagini invasive, è anzi un
premio, un riconoscimento che mette in evidenza le realtà più virtuose del
sistema Paese. È importante trasmettere il messaggio che legalità e mercato
sono due facce della stessa medaglia e che quindi, la violazione delle regole
del mercato comporta un mercato inefficiente con danni arrecati ai cittadini,
alle imprese, ai consumatori e allo stato. In tale quadro, anche il Pnrr può
svolgere un ruolo determinante in quanto la promozione del rispetto del
contesto regolamentare è considerato un indispensabile strumento per garantire
la ripresa dopo la pandemia».

Il viceministro ha ricordato poi come
l’Esecutivo sia particolarmente attento a contrastare queste criticità, ad
esempio con il D.L. n.21/2022 che ha potenziato i poteri e gli strumenti
del Garante per la sorveglianza dei prezzi già istituto presso il
Mise e con l’intensificazione delle attività di monitoraggio e contrasto dei
fenomeni che minano il corretto funzionamento del mercato e determinano forme
di concorrenza sleale con l’ausilio del Consiglio Nazionale per la Lotta alla
Contraffazione e all’Italian Sounding (Cnalcis).

«Ringraziando Economy», ha concluso, «spero
davvero che questo premio diventi un appuntamento annuale che possa trovare
anche la giusta attenzione da parte delle nuove generazioni per non dimenticare
mai che gli uomini passano, le idee restano e continuano a camminare sulle
gambe di altri uomini. I nostri figli e i nostri nipoti sono “gli altri uomini”
ed è su quelle gambe che dobbiamo mettere le idee di libertà, integrità e senso
di condivisione che ci fanno dire ogni anno, ogni giorno, in ogni scelta che la
Legalità, ci piace»!

 

«Abbiamo fatto un salto in avanti di 10 punti
sotto il profilo della trasparenza», ha spiegato il presidente dell’Autorità
Nazionale Anticorruzione Giuseppe Busia
, «ma siamo ancora sotto tanti
Paesi. L’indice di trasparenza è basato sulla percezione della corruzione, ma
stiamo lavorando in sede europea a una fotografia più realistica e oggettiva.
Non solo: la sfida che abbiamo di fronte non è solo quella di appellarsi alla
dimensione etica, ma di creare regole che spingano e consentano e facilitino
l’onestà. La corruzione ha un costo che tutti noi paghiamo: ogni volta che un
imprenditore meno bravo riesce a “saltare la fila” rubare un
contratto a un imprenditore più bravo, si premia l’imprenditore meno capace e il
costo del favore e si ribalta sulla collettività. L’onestà conviene per la
collettività, ma anche dal punto di vita della singola impresa, perché c’è un
importante elemento reputazionale. Oggi le enormi risorse del Pnrr», ha
aggiunto Giuseppe Busia «costituiscono giustamente per le imprese una
straordinaria opportunità: non solo non devono andare in mano alla  criminalità, ma dobbiamo creare regole che
premino le imprese migliori e quello che stiamo cercando di fare è inserire
alcuni ingredienti come il rispetto per l’ambiente, l’occupazione femminile,
l’occupazione giovanile, l’efficienza, come elementi preferenziali nelle gare
pubbliche».

 

«Per una realtà come Banca Ifis, specializzata
nei servizi finanziari alle Pmi con circa 100.000 imprese clienti distribuite
su tutto il territorio nazionale, la legalità rappresenta un elemento di
primaria importanza», ha spiegato il condirettore generale e chief operating
officer di Banca Ifis Fabio Lanza
. « L’attenzione a questo tema si traduce
in un procurement che guarda alla sostenibilità a 360° dei fornitori. Abbiamo
definito processi di valutazione molto solidi per assicurare una adeguata
verifica della clientela come elemento di valutazione reputazionale che
affianca e rafforza la valutazione creditizia. Per noi, in particolare, è
importante considerare questo aspetto non soltanto rispetto alla singola
azienda cliente, ma nella prospettiva dell’intera filiera». Non solo: «Pur non
essendo un requisito o criterio premiante rispetto ai principali rating Esg,
come l’Msci e lo S&P, il rating di legalità è un elemento che può dare un
contributo determinante alle imprese nel miglioramento della dimensione “G”,
quindi della governance. Le imprese che ottengono il rating di legalità,
infatti, dimostrano di avere una governance integra, in cui i soggetti apicali
non hanno avuto condanne penali per tutta una serie di reati, tra cui quelli
legati al tema della sicurezza sul lavoro, ambientali e corruttivi. Il rating
di legalità permette, inoltre, di ottenere benefici economici, come condizioni
di favore sui tempi e sui costi di istruttoria o sulle condizioni economiche di
erogazione in base al punteggio/stelle ottenuto».

 

«La legalità formale è essenzialmente
ipocrita, piuttosto parlerei di onestà effettuale», ha detto il presidente
della Sangalli Spa e già procuratore aggiunto della Repubblica di Milano
Alfredo Robledo
. «Valore e onestà non sono temi antitetici: bisognerebbe
parlare di peso dell’onestà. In questo senso, l’impresa non è punto di partenza
ma un punto di arrivo: va sostenuta, non lasciata da sola. Ma come si fa a
pretendere un comportamento legale quando oggi sono ampiamente premiati i
comportamenti illegali? Accade a causa dell’inefficienza delle istituzioni. E
si deve necessariamente chiamare in causa la magistratura: abbiamo un milione e
mezzo di procedimenti pendenti, dovrebbero essere 150 mila. La grande pecca
della magistratura non è solo l’inefficienza, ma la competenza, giacchè si
guarda più alla carriera. O si affronta questo tema altrimenti come si fa a dare
la certezza del diritto? Anche a livello amministrativo locale, già l’esigenza
di mettere un assessore alla legalità è una sconfitta».

 

Le quattro Italie della legalità

 

Gli italiani vogliono la legalità e pensano
sia importante per le imprese. Lo conferma l’indagine* “Il profitto
dell’onestà” condotta da Gpf Inspiring Research.

Il sondaggio evidenzia come, per gli italiani,
la legalità debba essere ricondotta sempre a temi di sostenibilità (72,8% dei
partecipanti), sviluppo (64,7%) ed etica (63,5%), mentre, paradossalmente solo
il 10,5% dei partecipanti identifica la legalità con il rispetto delle regole.
Ancora più importante, secondo la ricerca, è la buona governance, identificata
con l’equa retribuzione (52,1%), la sicurezza (50,2%)  e l’offrire prodotti e servizi a norma
(28,9%), mentre solo l’8,9% dei partecipanti collega la buona governance al
ruolo del board e della dirigenza e appena il 15,6% ritiene importante trattare
i partner commerciali in modo equo, mentre un interpellato su cinque (il 19,7%)
considera prioritario contrastare le forme di corruzione e concussione.

Può sembrare assurdo o un ossimoro, ma per
consolidare l’adesione totale alla legalità la si deve presentare alle aziende
come un’opportunità di reputazione e di sviluppo e non come un obbligo. La
legalità diventa un amplificatore solo quando viene intesa in maniera più
allargata: lo è solo per il 12,5% degli interpellati se limitata al rispetto
delle regole, ma la percentuale sale al 44,6% quando ricomprende il rispetto
dei lavoratori, dei fornitori, degli stakeholder esterni, la sicurezza,
l’ambiente.

Non solo: la certificazione dei comportamenti
legali dell’azienda è fondamentale. Due terzi degli italiani (percentuale
prossima al 63%) vede di buon occhio, o meglio valuta molto bene l’iniziativa
di una sorta di “bollino di garanzia”, una certificazione oggettiva e
terza che garantisca/confermi una governance legale/etica delle aziende.
Considerando anche le valutazioni più tiepide ma comunque favorevoli (i
“voti” 6-7, oltre agli 8-10), si arriva a oltre 9 italiani su 10
(92%) che auspicano una certificazione. di questo tipo.

Di fatto, emergono chiaramente quattro
cluster, quattro Italie della legalità: mentre la maggioranza relativa (il
42,4%) la vede solo come obbligo e un quinto (il 19,1%) come una “palla al
piede”, già un terzo della popolazione (il 29,5%) la interpreta come etica
e i più innovatori vedono la legalità e l’etica come la leva per il progresso
dell’azienda. Una conferma ulteriore di una forte “domanda di
legalità” nei confronti delle aziende: una visione a tratti utopica ma al
contempo innovativa e lungimirante, che le evidenze dell’analisi condotte per
l’attribuzione del premio “Legalità e Profitto” di Economy Group conferma.

 

A concludere la cerimonia, la consegna delle
pergamene agli imprenditori e la testimonianza di don Vicnenzo Porzio,
socio fondatore e responsabile comunicazione della cooperativa La pranza –
Catacombe di Napoli
: «Se a riportare la legalità ci siamo riusciti al Rione
Sanità, allora si può fare ovunque».

 

*Gpf Inspiring Research ha voluto indagare il
tema della legalità e della Certificazione della legalità conducendo una
ricerca con approccio quantitativo, su di un campione rappresentativo della
popolazione italiana maggiorenne, di numerosità 1.000 individui, di età
compresa tra 18 e 65 anni, per quote di genere, fascia d’età e distribuzione
geografica. È stato  somministrato un
questionario strutturato. La rilevazione si è svolta tra il 21 e il 23 marzo
2022 con tecnica di rilevazione Cawi (Computer Assisted Web Interviewing).

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