Informazione: tra censura ed eccesso di libertà

Questa domanda non raggiunge i suoi fini con una semplice risposta, ma apre un vasto orizzonte di notizie, prospettive e punti di vista differenti che, di fatto, variano da persona a persona. Il lato positivo che più viene alla mente è quello dell’esercizio del diritto più inalienabile e fondamentale del cittadino, ovvero il diritto all’informazione. L’ordinamento italiano tutela il diritto di cronaca purché venga rispettata la verità della notizia pubblicata e il mantenimento dell’informazione entro i limiti dell’obiettività. Da un punto di vista pratico, questo implica il rispetto della coerenza dell’origine delle fonti e il rispetto di una certa profondità della ricerca e dell’equilibrio dell’esposizione. Accade anche che in questo periodo, geopoliticamente delicato, l’informazione non solo viene negata, ma anche abilmente “direzionata” in molti paesi in cui le libertà individuali sono fortemente limitate, dove vige un regime oligarchico e dittatoriale. Qui infatti la manipolazione dell’informazione ha lo scopo, mediante l’opportuna selezione dei temi da trattare (e di come trattarli), di accrescere il consenso attorno alla gerarchia di governo, enfatizzando alcune notizie e stravolgendo e svuotando di significato quelle che non aggradano e rischiano di mettere sotto una cattiva luce il regime. Esempio di questa manipolazione, da quanto riportato dai nostri media, è ciò che sta avvenendo in Russia attualmente con la crisi in Ucraina, dove il Cremlino addirittura non parla apertamente di “guerra” ma di una “operazione speciale”, nascondendo ed impedendo l’accesso alle fonti di notizia estera e, addirittura, arrivando a minacciare la reclusione a chi pronuncia la parola “guerra” in pubblico e, perfino, chiudendo canali social come Facebook, Tweeter e Instagram. I media, quindi, come in questo caso, presentano il loro lato negativo.

Ma anche sul lato opposto la manipolazione e la “direzione” dell’informazione si verifica “con un eccesso di libertà”, perfino senza filtri. Immagini e filmati privati della vita vengono liberamente diffusi nella rete come video e notizie la cui fonte molte volte non è certificabile. Viene, pertanto, consentito un tipo di informazione selfmade, offerta a un pubblico sempre più avido e sempre più “guardone”.

Questo tipo di informazioni sono molte volte ad un passo dal risultare anche fake e libere di circolare sui media e sul web. Come affermò il filosofo, scrittore e semiologo Umberto Eco, accortosi a suo tempo di tale problematica sempre più diffusa, proponeva la creazione una sorta di organo certificatore che controllasse la veridicità dell’informazione e fosse, anche, fonte di insegnamento per le nuove generazioni.

Fedele Zitoli, 2^ C sc. Sec. I gr. I. C. “A. de Gasperi”, Corato

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