INTERNET E I “CATTIVI MAESTRI”: IL CASO DEL COVID-19

I “cattivi maestri” talvolta sono più numerosi dei “buoni maestri”. Internet è pieno di articoli che diffondono notizie valide e certificate, ma è ricco anche di fake news che hanno il solo scopo di suscitare terrore, diffamare, impaurire. Quando, però, accade un avvenimento che riguarda tutta l’umanità, le notizie si moltiplicano, e con loro si moltiplicano anche quelle dei “cattivi maestri”.

Così è successo quando il virus del Covid-19 ha iniziato a diffondersi in tutto il mondo. Le bufale in rete sono diventate sempre più pericolose, perché riguardano un argomento delicato, cioè la salute di tutti gli utenti che le leggono. Non sono mancati articoli di dubbi personaggi, che hanno diffuso rimedi di loro invenzione contro la malattia. Per esempio, il 5 marzo 2020 è stata pubblicata sul social Facebook una notizia particolare, secondo la quale bisognava assicurarsi ogni quindici minuti di avere la bocca umida, mai secca, e per questo occorreva bere molta acqua, perché se il virus fosse entrato in bocca, il liquido l’avrebbe spazzata via attraverso l’esofago. La notizia venne subito smentita da molti studiosi. Fake news come questa hanno portato il Ministero della salute a dar vita ad articoli destinati a fare chiarezza sulle informazioni false e ad avvalorare quelle assolutamente certificate.

Quando poi è stata avviata la campagna vaccinale contro il virus, non sono cessate le notizie diffuse dai “cattivi maestri”. Questi ultimi hanno persino affermato che venivano nascosti effetti collaterali e decessi dopo il vaccino o addirittura che lo stesso modificasse il nostro DNA.

Quando bisogna informarsi sulla propria salute, è bene controllare che le notizie siano certificate, facendo attenzione a chi le pubblica e se più siti, o lo stesso del Ministero della salute, affermano ciò che viene annunciato nell’articolo in questione.

Carlotta Troccoli, classe 2^E Scuola Secondaria di 1^grado Michelangelo- Bari 

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