LA TECNOLOGIA NON È PIÙ UN OSTACOLO PER LE LIBRERIE

«Se un libro torna in classifica è merito (anche) di TikTok»

Mai prima d’ora la nostra vita è stata influenzata dall’utilizzo di dispositivi tecnologici come in questi anni colpiti dalla pandemia. Diverse le correnti di pensiero: c’è chi li adora e chi li demonizza. Eppure non tutto è da buttar via.

TikTok, la celebre app di video brevi, è una delle applicazioni più utilizzate e scaricate sui dispositivi degli italiani e il 27 settembre 2021 ha raggiunto 1 miliardo di utenti.

Se un utente abituale di TikTok è chiamato TikToker, gli influencer che parlano di libri e letteratura su questo social sono chiamati booktoker.  A loro il compito di creare elenchi di best-sellers, consigliare e recensire testi, nonché di promuovere challenges stravolgendo sia l’attività lenta e impegnativa della lettura sia il mondo frenetico e sempre connesso dei social network.

Clamoroso il caso della scrittrice Madeline Miller. L’anno scorso il suo libro La canzone di Achille (romanzo che ripercorre la storia di Achille e Patroclo anche dopo la loro morte) è sorprendentemente tornato in classifica entrando persino nella top five dei libri più venduti su Amazon. A cosa è dovuto il «balzo» circa dieci anni dopo la prima pubblicazione nel 2011?

Semplice! L’8 agosto 2021 una booktoker da 155mila followers aveva inserito La canzone di Achille in una lista di «libri che fanno piangere», spingendo all’acquisto una parte considerevole dei suoi followers. L’episodio è diventato virale. Centinaia di ragazzi americani hanno cominciato a riprendersi con i propri cellulari mentre piangevano durante la lettura e a condividere i loro video su TikTok. Il fenomeno è arrivato anche in Italia grazie ad un’azione di content curation che consiste nel sottotitolare il video nella propria lingua e ripubblicarlo.

«È stato fantastico, prima di allora non sapevo nemmeno cosa fosse TikTok» ha commentato Madeline Miller sorridendo sorpresa.

Non resta che augurarsi che la dimensione culturale che un social network può offrire, raggiunga velocemente sempre più giovani e li coinvolga in attività formative per la loro crescita.

È dunque sempre necessario esplorare la dimensione culturale che un social network può offrire, anche per trarne dei vantaggi.

Personalmente non ho installato sul cellulare Social Network, tuttavia uso frequentemente Whatsapp, per rimanere in contatto con parenti e amici, e Pinterest per avere alcuni spunti sul disegno, sulla fotografia e sui libri.

Conosco l’autrice Madeline Miller perché ho già letto il suo romanzo Circe, la storia di una maga, una seduttrice, ma soprattutto di una donna. Magari in futuro diventerò una booktoker anche io, chi può dirlo!

 

Giada Signorile, 3^C ss1°grado “Michelangelo”, Bari

Promo