IDU e DUS querelano l’Aifa, il Ministero della Salute, l’Iss e il Cts: non ci sono le relazioni sui vaccini

Un lavoro di indagine e ricerca effettuato da alcuni legali dell’associazione IDU (Istanza Diritti Umani) e dell’associazione DUS (Diritti umani e salute) nei confronti dell’Aifa (Agenzia italiana del farmaco), dell’Ema (Agenzia europea per i medicinali) e del Ministero della Salute rivelano che le istituzioni italiane non sono in possesso dei documenti necessari a verificare l’efficacia e la sicurezza dei vaccini anti Covid.

Una ricerca che ha portato l’associazione IDU e DSU a depositare presso la Procura di Roma una querela contro l’Aifa, il Ministero della Salute, il Cts (Comitato tecnico scientifico), e l’Iss (Istituto superiore di sanità) il 4 marzo scorso. L’accusa vede coinvolti questi enti nei reati di omissione d’atti d’ufficio, abuso d’atti d’ufficio, omicidio colposo, lesioni personali, falsità ideologica, procurato allarme e falso in atto pubblico.

I vaccini anti Covid-19 non hanno ricevuto da parte dell’Ema o dell’Aifa l’autorizzazione incondizionata alla commercializzazione, ma l’autorizzazione condizionata, che presenta precisi requisiti che le case farmaceutiche devono garantire e sottoporre alla verifica delle autorità. La stessa Aifa, con la determina n.318 del 23 dicembre 2020, aveva chiesto alle aziende di depositare i documenti essenziali: il “Psur” (Rapporto periodico di aggiornamento sulla sicurezza) entro 6 mesi successivi all’autorizzazione e le Relazioni intermedie di sicurezza, da fornire a partire dal gennaio 2021 fino al dicembre 2023. 

Con la volontà di verificare il rispetto di tali requisiti i legali di IDU e DUS hanno deciso di formulare l’istanza di accesso agli atti all’Aifa il 29 novembre 2021 richiedendo la consegna delle “Relazioni Intermedie” e degli “Psur”. Il Direttore Generale dell’Aifa, Nicola Magrini, ha affermato di non possedere la documentazione richiesta poiché i dati sono di natura riservata e appartengono esclusivamente alle aziende produttrici. Viene rimandata all’Ema l’acquisizione delle Relazioni intermedie. Anche gli Psur non sono consultabili poiché la pagina del sito dell’Aifa dedicata a questi documenti risulta non esistente.

In data 29 dicembre è stata inoltrata una istanza di accesso agli atti al Ministero, richiedendo la consegna degli Psur e delle Relazioni Intermedie di Sicurezza. Il Direttore Generale del Ministero, il Dott. Giovanni Rezza, il 2 febbraio 2022 afferma di non essere in possesso della documentazione richiesta.

Il regolamento UE 507/2006 all’art. 9 prevede che le relazioni periodiche di aggiornamento sulla sicurezza siano presentate all’Agenzia e agli Stati membri immediatamente su richiesta o almeno ogni sei mesi dopo il rilascio. Lo Stato Italiano ha, quindi, tutto il diritto di richiedere la consegna di questi documenti. 

L’istanza viene inoltrata all’Ema il 29 dicembre 2021 e in data 9 febbraio 2022 questa blocca l’accesso agli atti perché l’agenzia non ha individuato nessun interesse pubblico che giustifichi la divulgazione dei documenti richiesti e che prevalga sulla tutela dell’interesse privato.

«Cosa significa tutto ciò? – afferma Enzo Iapichino dell’Associazione IDU – Significa che in Italia abbiamo la legislazione del ricatto». «Se da un lato determinate categorie di soggetti che scelgono di non vaccinarsi non possono essere retribuiti, dall’altro se si decide di chiedere i documenti a sostegno di efficacia e sicurezza dei vaccini essi non vengono forniti, e non si sa neanche se esistono», conclude.

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