Movimento “Io Sud” torna sulla Banca Popolare di Bari «perché sull’argomento è necessario mantenere un faro acceso»

Dopo la perdita di esercizio di oltre 170 milioni di euro registrata a chiusura del bilancio 2021 , è da attendersi che anche per il primo trimestre del corrente anno vi siano, come si dice nei corridoi frequentati dai ben informati, ulteriori milioni di perdite. La proiezione dei prossimi tre trimestri senza un significativo rilancio può essere ancora più grave.  Il  motivo per cui come movimento meridionale siamo preoccupati è il fatto che subito dopo le dimissioni di personaggi  eccellenti e di grande rispetto, come quella del Prefetto Gianni De Gennaro, i nominativi  che circolano  e che dovrebbero sostituirlo sono troppo legati a protagonisti in carriera nella politica locale e noi, che di politica ci occupiamo, della  attuale politica locale non ci fidiamo.  C’è da domandarsi come mai oggi  la Banca Popolare di Bari continua a produrre perdite anche dopo la ricapitalizzazione effettuata dello Stato e dopo che dolorosamente sono state ripulite le tasche dei vecchi azionisti baresi e meridionali?  Già da tempo ormai la politica è di fatto presente in consiglio di amministrazione in modo significativo e quindi forse qualcuno di loro qualche risposta potrebbe e dovrebbe darla.È nostra convinzione che per rilanciare la Banca bisogna prima di tutto annientare il discredito accumulato che oggi tiene lontani  azionisti, risparmiatori e correntisti.  Inoltre quale è oggi l’interesse dello Stato a detenere il 97 %, quindi quasi tutto il capitale, peraltro in tempi di tassi di interesse in crescita e di rapido deterioramento dei conti di tutte le banche del mondo? che senso ha gestire quella che viste le perdite reiterate è a tutti gli effetti una patata bollente senza nessuna idea risolutiva? Noi immaginiamo  che non ve ne sia alcuno.  Chi potrà quindi avere l’ardire di mettersi a pelare una patata bollente di questa fatta? Ciò che succede alla Banca Popolare di Bari è però già successo in passato ad Istituti Bancari ben più blasonati.  È proprio per la passata esperienza che temiamo che in questa situazione qualcuno potrebbe accarezzare l’idea di accaparrarsi la Banca con  pochi spiccioli. Ed è  questo il motivo che ci induce a tenere i fari accesi.Noi che alle potenzialità degli imprenditori del nostro territorio ci abbiamo sempre creduto  riteniamo che debbano essere i vecchi azionisti  a vantare la priorità per proporre il progetto di rilancio della Banca Popolare Di Bari. Certamente ci sarà bisogno di realizzare strategie nuove per riconquistare la fiducia della Clientela meridionale e del territorio, di porre in atto una concezione che interpreti la Banca “ su misura “ del Cliente e non viceversa.   È  da tempo che sosteniamo che il SUD ha bisogno di una  banca che interpreti compiutamente le esigenze dei nostri imprenditori e  che li sottragga dalle angherie che spesso subiscono dalle banche nordiche.  Questo è il momento giusto.  Contro l’ipotesi di una appropriazione “di stampo politico “ che sarebbe la tomba della economia libera, è perfino prevedibile che vi sia presto una sollevazione popolare dell’intero Sud .  Nino Monterisi

Coordinamento movimento politico culturale IO SUD.

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