MA DOVE SIAMO ARRIVATI?

Partiamo dagli alpini che, per il raduno annuale, si sono trovati a Rimini. Per chi non ne avesse mai visto uno, questi raduni sono un qualcosa a metà tra il ritrovo di vecchi amici di bisbocce e la bisboccia attuale. Allegria, vino a fiumi ed anche tutte le varietà di grappe sono d’ordinanza sotto il cappello con la penna. 

In maggioranza uomini attempati con qualche eccezione, sono balzati agli onori della cronaca perché vi sono state denunce di molestie a donne e, questo, ovviamente ha fatto subito aprire le indagini alla magistratura ma anche reagire i vertici dell’Associazione degli Alpini che ha ribadito l’immediata espulsione di coloro che si sono macchiati di reati contro le donne e nuociuto all’immagine degli Alpini stessi, in stragrande maggioranza devoti servitori della Patria oltre che bravissime persone.

Poi, ci sono state un paio d’interviste ai TG che lascio interpretare ai lettori. 

Una donna, lavoratrice in un ristorante di Rimini, ricordando i due anni a stecchetto causa covid, ha sostanzialmente detto che, sì, anche lei ha ricevuto complimenti da antichi Alpini ma che li ha presi per quello che erano: complimenti di uomini un po’ brilli. Complimenti. Innocui. Qualche avances? Possibile anche. Ma la cosa finisce lì.

Altra intervista, altra corsa. Una signorina, la cui immagine ha impazzato nei TG, ha dichiarato:  “Mi hanno detto che ho belle gambe, mi sono sentita stuprata”. Ragazzacci questi Alpini. Attendiamo denuncia contro ignoti ed il mobilitarsi della magistratura per cotanto reato. Dubbio: ma non è che la signorina volesse farsi vedere al TG? Magari, da cosa nasce cosa e ci scappa un’Isola dei famosi, una nuova emula della signora “Non c’è coviddi”.

Ricapitolando quindi: complimenti no. Body shaming neanche, a meno che non sia un avversario politico della sinistra: in quel caso è permesso. Mandare a fanculo sì: si può, ricadendo tra gli insulti non querelabili. Verso i politici anche è permesso: si rischia di ritrovarsi in Parlamento. E poi dite che non siamo un Paese strano.

A proposito. Puzzette si o no? Non ridete, vi prego. Già è difficile scrivere di questa vicenda e doverla inquadrare tra le scorre…ttezze.

C’era una volta una giornalista statale. Conduttrice dei TG della RAI. I suoi capi la mettono in stanza con un altro giornalista che ha un piccolo segno distintivo: soffre di flatulenza. Poverino, non riesce proprio a trattenersi. La giornalista denuncia i suoi capi che, secondo la paladina anti-peti, l’avrebbero messa volontariamente in stanza per punirla, probabilmente anche per vicende politiche e di lottizzazione. Risultato? La magistratura (non scherzo!) si sta occupando delle scorregge scorrette e la questione è arrivata, niente-popò ne faremmo a meno che, alla Procura Generale. Filo conduttore (è il caso di dire): molestie alle donne. 

Tempi grami ci aspettano. Ennio Flaiano diceva che “Fra 30 anni l’Italia non sarà come l’avranno fatta i governi, ma come l’avrà fatta la TV”. Se tanto mi da tanto, prepariamoci a…cambiare aria.

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