Muore bracciante: Uila Puglia, subito un piano di trasporto per i lavoratori

«Come Uila abbiamo più volte rivolto, alla Regione ed alle istituzioni preposte, l’invito ad elaborare una riflessione sulla gestione dei trasporti e una strategia che tenga conto della complessità del fenomeno che si esplica dei diversi ambiti non solo economici, ma anche normativi e sociali».

Lo dichiara in una nota il segretario generale della Uila Puglia, Pietro Buongiorno con riferimento alla morte di una lavoratrice di Turi in un incidente stradale avvenuto all’alba sulla Statale 172 tra Turi e Casamassima, nel Barese. «Con l’approssimarsi della stagione estiva e, con essa, l’avvio delle grandi campagne di raccolta in Puglia – dice Buongiorno si ripropone, con drammatica puntualità, il tema dei trasporti e della messa in sicurezza delle centinaia di braccianti che all’alba si spostano per raggiungere i luoghi del lavoro».

«Le buone prassi in questi anni, anche in Puglia, ci sono state» continua Buongiorno, ricordando che «a Taranto il Faila Ebat, l’Ente Bilaterale Agricolo della provincia di Taranto, ha sottoscritto una convenzione con la Regione Puglia chiamata ‘Piano d’azione per la tutela dello sviluppo agricolo ed il contrasto al caporalato’. Un progetto che ha visto stanziati 200mila euro (implementati poi di ulteriori 50mila) per realizzare un servizio di trasporto dei lavoratori agricoli all’interno dell’ambito della Provincia di Taranto, che prevedeva l’erogazione a sportello, direttamente al lavoratore, di buoni trasporto da utilizzare presso specifiche aziende di trasporto individuate attraverso apposita procedura. Gli Enti bilaterali agricoli territoriali (Ebat) sono quindi degli strumenti preziosi non solo per la piena attuazione alla legge 199 contro il caporalato, ma anche per dare risposte concrete sia sul versante dei trasporti che su quello della gestione del mercato del lavoro. Ci auguriamo che l’iniziativa di Taranto – conclude Buongiornopossa essere replicata in tutte le province, in particolare modo ove esiste uno alto tasso di lavoratori che si spostano da una provincia all’altra».

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