Molfetta, che fine ha fatto Ignazio Morrelli scomparso dal 1996?

Tra qualche giorno esattamente il 12 giugno del 1996 Ignazio Morrelli  scompare dai radar, scompare dalla sua Molfetta (Bari). Più nessuna notizia, più nessuna voce, più nessun indizio, Ignazio è svanito, inghiottito nel mondo oscuro degli invisibili.

 

La sera del 12 giugno ha preso un treno per Bari. Ad un nipote, incontrato per caso alla stazione, avrebbe mostrato il biglietto già obliterato, dicendo che sarebbe tornato il giorno dopo. Ma da allora nessuno lo ha più visto.

 

A 18 anni era emigrato in Germania, dove aveva lavorato dieci anni. Ma nel ’65, proprio in Germania, è accaduto qualcosa di terribile che Morrelli non ha chiarito mai completamente e che ha cambiato per sempre la sua vita. Un giorno di quell’anno l’uomo tornò in Puglia, al suo paese, terrorizzato e in preda ad un delirio di persecuzione.

 

Raccontò di essere stato aggredito da un gruppo di connazionali. Era convinto di essere stato seguito anche in Italia e che l’intenzione dei suoi aggressori era quella di ucciderlo. A Molfetta si barricò in casa dei genitori, tremando tutte le volte che qualcuno bussava alla porta.

 

Negli anni che seguirono, fino al ’75, Ignazio Morrelli cercò di curare le sue paure. Ma la sua vita era comunque cambiata: non viaggiava più, non lavorava più e, percependo una pensione di invalidità, viveva a casa dei genitori. Poi nell’81, dopo la morte della madre, le sue condizioni di salute peggiorarono. Alle 17 del 15 gennaio ’98 è giunta una strana telefonata a casa del fratello. La voce al telefono, secondo la nipote, sarebbe stata proprio quella dello zio scomparso. Ma quando ha provato a chiedergli dove si trovava la linea è stata interrotta. Era davvero Ignazio? Forse.

 

Tuttavia il caso è “appeso” al solito filo da cui non si scorge solo l’infinito. Un cold case.

 

Franco Marella

 

 

 

 

 

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